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Il gelo di Anguria siciliano, un dolce al cucchiaio, fresco e colorato

Il dessert siciliano che celebra l’estate

Rosso come la polpa più matura, lucido, tremolante quando si appoggia la coppetta sul tavolo. Il gelo d’anguria è il dolce che a Palermo segna l’estate: arriva quando le angurie riempiono i banchi del mercato e sparisce con l’ultimo caldo di settembre, lasciando dietro di sé il profumo di cannella e gelsomino.

È un dolce semplicissimo, fatto di frutta, zucchero e amido, ma dietro quel rosso acceso c’è una piccola storia fatta di feste, di giardini profumati e di nomi in dialetto. Vale la pena raccontarla, prima di accendere il fuoco.

Gelo di mellone: un nome, tante storie

A Palermo nessuno lo chiama gelo d’anguria. È il gelo di mellone, o gelu di muluni, perché in siciliano l’anguria è il muluni, il “melone d’acqua”. Sulle sue origini, invece, non c’è una risposta sicura. Spesso lo si attribuisce agli arabi, che in Sicilia portarono la canna da zucchero e la passione per i dolci profumati con le spezie. Un’altra ipotesi lo collega agli arbëreshë, le comunità di origine albanese che si stabilirono nell’entroterra palermitano. Nessuna delle due è provata, ma entrambe raccontano bene quanto questo dolce sia figlio di culture diverse.

Con lo stesso metodo, del resto, in Sicilia si prepara un gelo per ogni stagione: di limone, di gelsi, di cannella e d’arancia, come il gelo d’arancia che ha il colore e il profumo dell’inverno.

Il dolce del Festino e di Ferragosto

Il gelo di mellone ha due appuntamenti fissi nel calendario palermitano. Il primo è il Festino di Santa Rosalia, a metà luglio, quando la città festeggia la sua patrona e le coppette rosse compaiono nelle case e nelle pasticcerie. Chi vuole sapere di più su questa festa trova storia e curiosità nell’articolo dedicato al Festino di Santa Rosalia.

Il secondo è Ferragosto, quando il gelo chiude il pranzo in famiglia o la giornata al mare, ben freddo dopo ore in frigorifero. Accanto ai piatti più ricchi della festa, è il dolce che rinfresca, come raccontiamo anche nel nostro menu siciliano di Ferragosto.

Gelsomino, cannella e cioccolato

La decorazione del gelo di mellone non è un dettaglio. Le gocce di cioccolato imitano i semi dell’anguria, il pistacchio tritato aggiunge una nota verde e croccante, e la cannella profuma il tutto. Nella versione più tradizionale palermitana non mancano i fiori di gelsomino e, a volte, un po’ di zuccata a dadini.

Il gelsomino è forse l’elemento più poetico, e a Palermo lo si usa in due modi. Nella versione più diffusa i fiori freschi si appoggiano sul gelo solo al momento di servirlo, come decorazione profumata. In altre ricette di famiglia, invece, i fiori vengono lasciati in infusione nell’acqua per qualche ora, e quell’acqua profumata si aggiunge al succo d’anguria prima della cottura, così il gelsomino si sente anche al primo cucchiaio. Se non lo trovate, il gelo resta buonissimo anche solo con cannella, cioccolato e pistacchio.

Come scegliere l’anguria giusta

Tutto parte dalla frutta, perché il gelo ha il sapore dell’anguria che si usa. Conviene sceglierla pesante rispetto alla sua grandezza, con la buccia opaca e una macchia gialla o crema scuro sul lato in cui ha toccato il terreno: è il segno che ha maturato bene. Anche il picciolo aiuta a capire, perché se è secco e un po’ arricciato il frutto è più probabilmente maturo.

Battendo con le nocche sulla buccia, un’anguria buona dà un suono pieno e profondo. Una volta aperta, la polpa deve essere soda, succosa e di un rosso vivo: più è intenso il colore, più bello sarà il gelo.

Cosa ti serve

Ti servono: frullatore o passaverdure · colino a maglie fini · pentola · frusta · coppette o stampini

Gelo di Mellone
Gelo di melone

Gelo di mellone (gelo d’anguria)

Preparazione30 minuti
Cottura15 minuti
Dosi4 coppette

Ingredienti  

Per il gelo

  • 500 ml di succo di anguria filtrato
  • 45 g di amido per dolci
  • 90 g di zucchero
  • 2 gocce di essenza di cannella

Per decorare

  • q.b. di gocce di cioccolato fondente
  • q.b. di pistacchi tritati
  • q.b. di cannella in polvere
  • q.b. di fiori di gelsomino

Istruzioni 

Come preparare il succo

  • Tagliate la polpa dell’anguria a pezzi, eliminate i semi e frullatela oppure passatela al passaverdure.
  • Filtrate con un colino fine fino a ottenere 500 ml di succo liscio, senza semi né filamenti.

Come cuocere il gelo

  • In una pentola mettete l’amido e lo zucchero, poi versate il succo poco alla volta, mescolando con una frusta per sciogliere bene l’amido senza formare grumi. Aggiungete l’essenza di cannella.
  • Mettete la pentola sul fuoco medio e mescolate di continuo. Dopo pochi minuti il composto diventa di un rosso più intenso: continuate finché arriva a bollore e si addensa, per circa 10-15 minuti.
  • Togliete dal fuoco e versate il gelo nelle coppette o negli stampini.

Come farlo riposare e decorarlo

  • Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, poi coprite e trasferite in frigorifero per almeno 4 ore.
  • Al momento di servire, decorate con gocce di cioccolato, pistacchi tritati e, se volete, un pizzico di cannella o qualche fiore di gelsomino.

Come servire e conservare il gelo di mellone

Il gelo si serve ben freddo, in coppette, bicchierini o piccoli stampi da capovolgere sul piatto. Si conserva in frigorifero, coperto, per un paio di giorni: oltre tende a perdere compattezza e a rilasciare un po’ di liquido.

Non contiene latte, panna né uova, quindi è adatto anche a chi segue un’alimentazione vegana. Basta scegliere per la decorazione un cioccolato fondente senza latte.

Perché il gelo non si rassoda?

Di solito la cottura è stata troppo breve. Il composto deve arrivare a bollore e addensarsi bene prima di toglierlo dal fuoco.

Si può usare l’amido di mais?

Sì, l’amido di mais va benissimo al posto dell’amido per dolci, nelle stesse quantità.

Si può preparare il giorno prima?

Sì, anzi riposando tutta la notte in frigorifero diventa più compatto. Decoratelo solo al momento di servirlo.

Si può usare meno zucchero?

Sì, se l’anguria è molto dolce. Meglio non eliminarlo del tutto, perché equilibra il sapore.

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