Antipasti

Olive schiacciate e cunzate alla siciliana

In Sicilia ci sono cose che si preparano solo quando lo decide il calendario, non quando viene voglia. Le olive schiacciate e cunzate sono una di queste: si fanno in autunno, con le olive verdi appena staccate dall’albero. È il periodo in cui si stendono i teli sotto le piante e si pettinano i rami con le mani e in mezzo a tutte quelle che prenderanno la strada del frantoio qualcuna resta indietro, messa da parte per la tavola.

Sono verdi perché colte prima che maturino, quando la polpa è ancora soda e carnosa e il nocciolo si stacca a fatica. Nel Trapanese di solito si usano le ogghiarole o le nocellare ed è di casa da queste parti anche la Nocellara del Belìce, l’oliva da tavola più grossa e polposa dell’isola, che dal 1998 ha la sua DOP.

Come schiacciare le olive

Si lavora un’oliva alla volta, appoggiata su un tagliere. Va bene qualunque cosa abbia una superficie piatta: il batticarne è l’attrezzo di casa più adatto, ma va bene anche il fondo in un mortaio e persino la coppa di un cucchiaio di legno.Cambia solo il gesto con i primi si dà un colpo secco, con il cucchiaio si preme finché non si sente la polpa cedere. Il risultato dev’essere lo stesso: l’oliva si deve aprire senza sfaldarsi. Se va in pezzi la mano è stata troppo pesante, se resta chiusa troppo timida, la misura si trova nel giro di una manciata di frutti. Quando la spaccatura arriva al nocciolo, sfilatelo e passate subito l’oliva in un recipiente con acqua e sale.

La spaccatura è poi il motivo di tutto il lavoro. Aprendo la polpa si espone l’interno del frutto all’acqua, così l’amaro se ne va più in fretta e in modo più uniforme di quanto farebbe da un’oliva intera. Da lì in avanti serve solo pazienza: le olive restano in ammollo in acqua salata per almeno sette giorni, cambiando l’acqua ogni giorno.

Sette giorni non una regola fissa. Varietà, grandezza e grado di maturazione spostano i tempi, e l’unico modo per saperlo è assaggiarne una. Se è ancora troppo amara si va avanti con i cambi d’acqua e si riprova il giorno dopo. Prima di condirle fatele scolare con cura.

“Cunzate”: il condimento che cambia da casa a casa

In siciliano cunzare significa proprio condire: dare carattere a una base semplice. È lo stesso verbo del pane cunzato, e come per il pane anche qui ci si può sbizzarrire. La versione tradizionale si tiene sull’essenziale: aglio, sedano e carote. Da qui in avanti, però, ognuno ha la sua: c’è chi mette il peperoncino, chi i peperoni, chi il finocchietto, chi i sottaceti, chi una manciata di origano.

Olive schiacciate e cunzate

Olive schiacciate

Le olive schiacciate, o cunzate, sono un antipasto rustico siciliano, fatto con poche cose ma buone e di stagione. Bisogna solo organizzarsi per tempo, perché prima di essere condite le olive passano una settimana a perdere l'amaro. La polpa resta soda e carnosa, sapida, con quel pizzico di amaro che l'oliva verde non perde mai del tutto. Mentre sedano e carota portano la nota dolce, fresca e croccante che alleggerisce il boccone, l'aceto dà la punta di acidità. Sapido, dolce, acido, croccante: oggi si chiama equilibrio e si studia nelle scuole di cucina. Le nostre nonne non lo studiavano, ma lo facevano lo stesso.
Preparazione 30 minuti
Deamarizzazione 7 days
Tempo totale 7 days 30 minuti
Portata Antipasti
Cucina Siciliana
Porzioni 12 Persone

Ingredienti
  

  • 1,5 kg di olive verdi
  • 7 spicchi di aglio
  • 4 carote
  • 250 g di sedano
  • 50 ml di aceto
  • Sale q.b.
  • Olio evo q.b.

Istruzioni
 

  • Mettete in una ciotola le olive già schiacciate, deamarizzate e salate. Sbucciate l'aglio e affettatelo finemente, tagliate a dadini il sedano e la carota, poi versate tutto insieme nella ciotola.
  • Completate il condimento con olio e aceto e mescolate per insaporire.

Come servire e conservare le olive cunzate

Prima di portarle in tavola, un breve riposo in frigorifero fa la differenza: aglio, aceto e olio smettono di stare ciascuno per conto proprio e il sapore diventa uno solo. Rimescolatele poi dal fondo, così olio e verdure tornano ad avvolgere tutte le olive.

Si servono in una ciotola, e da lì decide la tavola: come antipasto, con l’aperitivo, o accanto a carne, formaggi e pane. Una volta condite si tengono in frigorifero in un contenitore ben chiuso e si mangiano fresche, nel giro di pochi giorni: non sono una conserva da dispensa, sono un piatto pronto.

Posso preparare le olive schiacciate con olive già mature?

È preferibile usare olive verdi ancora sode. I frutti più maturi hanno una polpa morbida che può rompersi durante la schiacciatura e perdere consistenza nei cambi d’acqua.

Cosa faccio se dopo cinque giorni le olive sono ancora troppo amare?

Proseguite i cambi d’acqua e assaggiatene una ogni giorno. La durata può variare in base alla varietà, alla grandezza e al grado di maturazione delle olive.

Le olive devono rimanere sempre coperte dall’acqua?

Sì, durante la fase in acqua è bene che tutte le olive rimangano sommerse. Usate un recipiente della misura adatta e controllatele a ogni cambio.

Posso ridurre l’aglio?

Sì. La quantità di aglio può essere adattata al gusto.

Perché il nocciolo va tolto subito dopo la schiacciatura?

Con il nocciolo già estratto l’acqua raggiunge meglio la polpa aperta e le olive sono più semplici da condire e servire. Controllate che non rimangano piccoli frammenti duri.

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