Dolci

Crostata alla ricotta. La ricetta di uno dei dolci siciliani più amati da grandi e bambini

Tra i dolci siciliani preparati nelle cucine di casa, la crostata alla ricotta è uno dei più riconoscibili. La pasta frolla al limone racchiude una crema di ricotta zuccherata con gocce di cioccolato, mentre le strisce incrociate lasciano intravedere il ripieno e formano il caratteristico cestino. È una crostata ricca ma equilibrata, da servire dopo il completo raffreddamento: trova posto a colazione e a merenda, ma può chiudere anche un pranzo in famiglia senza richiedere decorazioni elaborate.

Crostata alla ricotta e cassata al forno: cosa cambia

La crostata fa parte della grande famiglia dei dolci siciliani costruiti attorno alla ricotta zuccherata. La stessa crema compare nei cannoli, nella cassata e in numerose specialità locali, ma cambia il modo in cui viene accolta dall’impasto. In questo caso il ripieno è racchiuso da una base e da un bordo di frolla, poi resta visibile tra le strisce della copertura. È una forma adatta alla pasticceria domestica, perché unisce un impasto lavorabile a una farcia essenziale, senza bisogno di glassa o frutta candita.

Il confronto più vicino è con la cassata siciliana al forno: entrambe utilizzano pasta frolla e crema di ricotta con cioccolato, ma nella cassata la farcia viene chiusa completamente tra due strati d’impasto. La crostata rinuncia al coperchio intero e usa il cestino, che permette al calore di raggiungere direttamente parte del ripieno e rende immediatamente riconoscibile il dolce. La differenza non è quindi nella sola decorazione, ma nel rapporto tra farcia, frolla e superficie durante la cottura.

Ricotta di pecora: perché deve essere ben asciutta

La ricotta di pecora è l’ingrediente centrale del ripieno. A differenza dei formaggi, nasce dal siero che rimane dopo la caseificazione e che viene riscaldato una seconda volta; il nome richiama proprio questa nuova cottura. In Sicilia la ricotta fresca viene tradizionalmente raccolta nelle fiscelle, i piccoli cestini che favoriscono lo sgrondo e lasciano sulla superficie le tipiche scanalature. Per i dolci si cerca una ricotta dal gusto fresco e pieno, capace di restare morbida senza risultare acquosa.

Lo sgrondo è decisivo perché gli 800 grammi previsti dalla ricetta devono amalgamarsi con lo zucchero e sostenere la cottura senza liberare troppo siero. Se la ricotta è umida, la crema diventa più fluida, bagna la base e impedisce alla frolla sotto il ripieno di cuocere con la stessa regolarità del bordo. Conviene quindi sistemarla in uno scolapasta e lasciarla in frigorifero già dal giorno precedente quando contiene ancora molto liquido. Una volta asciutta, si lavora più facilmente con la forchetta e mantiene una consistenza cremosa ma stabile.

Crostata alla ricotta: frolla al limone e gocce di cioccolato

Le proporzioni spiegano la consistenza di questa frolla: su 500 grammi di farina si usano 250 grammi di burro, 200 grammi di zucchero a velo, un uovo intero e tre tuorli. Il burro dà friabilità, mentre i tuorli arricchiscono l’impasto senza aggiungere la stessa quantità d’acqua degli albumi. Lo zucchero a velo si distribuisce con facilità e contribuisce a una grana uniforme; la scorza di limone, grattugiata senza raggiungere la parte bianca, porta una nota agrumata che alleggerisce il gusto della farcia.

Nel ripieno entrano soltanto 25 grammi di gocce di cioccolato su 800 grammi di ricotta. La quantità è volutamente contenuta: il cioccolato deve creare piccoli contrasti al taglio e al morso, non trasformare la crema in una farcia dominata dal cacao. Distribuirlo dopo aver reso cremosa la ricotta permette di controllarne meglio la presenza in ogni fetta. Il risultato resta centrato sul sapore del latticino, con una nota più intensa che compare senza coprire il limone della frolla.

Crostata alla ricotta

Crostata alla ricotta

La crostata alla ricotta è un classico della pasticceria siciliana di casa: un guscio di pasta frolla al limone accoglie una crema di ricotta lavorata con lo zucchero e poche gocce di cioccolato, mentre le strisce incrociate formano in superficie il tradizionale disegno a cestino.
La frolla friabile e il ripieno morbido trovano il loro equilibrio dopo il raffreddamento, quando la ricotta si assesta e il dolce può essere tagliato senza rompere la base. Si serve con zucchero a velo ed è adatta alla colazione, alla merenda o alla conclusione di un pranzo in famiglia.
Preparazione 35 minuti
Cottura 55 minuti
Riposo in frigo 1 ora
Tempo totale 2 ore 30 minuti
Portata Dolci
Cucina Siciliana
Porzioni 8 Persone

Ingredienti
  

Per l'impasto

  • 500 g di farina 00
  • 200 g di zucchero a velo
  • Una bustina di vanillina
  • Un pizzico di sale
  • La scorza grattugiata di un limone
  • 250 g di burro
  • Un uovo
  • 3 tuorli

Per la farcia

  • 800 g di ricotta
  • 260 g di zucchero
  • 25 g di gocce di cioccolato

Per la decorazione

  • Q.b. di zucchero a velo

Istruzioni
 

  • Per realizzare questa ricetta dovete far scolare per bene la ricotta. Dopo averla acquistata, se questa contiene ancora del siero, ponetela in uno scolapasta e lasciatela in frigorifero anche dal giorno prima.
  • Unite alla farina, lo zucchero, la vanillina, la buccia di limone, un pizzico di sale e mescolate. Aggiungete alle polveri il burro ammorbidito e iniziate a impastare. Unite l'uovo e, uno alla volta, i tuorli.
  • Impastate fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare in frigo per un'ora circa.
  • Lavorate la ricotta con una forchetta affinché diventi cremosa e unite ad essa lo zucchero e le gocce di cioccolato.
  • Con l’aiuto di un mattarello, stendete l’impasto fino a ottenere una sfoglia spessa circa 7 millimetri. Ricavatene un disco e adagiatelo sul fondo di una teglia di 26 cm di diametro, precedentemente imburrata.
  • Con lo stesso impasto, create un cordoncino e ponetelo lungo i bordi della teglia, lavoratelo con le dita in modo da dare forma ai bordi della crostata.
  • Farcite la crostata con la ricotta. Ricavate dall'impasto delle strisce alte circa mezzo centimetro e ponetele, incrociandole, sul ripieno in modo da conferire la classica decorazione a "cestino".
  • Inserite la crostata così assemblata in forno statico preriscaldato a 180° per circa 55 minuti. Al termine della cottura, sfornate e spolverizzate con abbondante zucchero a velo.

Video

Riposo, stesura e strisce del cestino

L’ora di riposo in frigorifero serve a rassodare il burro e a rendere l’impasto meno appiccicoso. Dopo il riposo la frolla si stende fino a circa sette millimetri: uno spessore generoso, necessario per sostenere il peso della ricotta senza creare una base fragile. Il disco va sistemato nella teglia imburrata da 26 centimetri, mentre il cordoncino applicato lungo il perimetro costruisce un bordo capace di trattenere la farcia. Lavorarlo con le dita permette di unirlo alla base e di dare alla crostata un’altezza regolare.

Le strisce sono la parte più delicata del montaggio. Se l’impasto è appena uscito dal frigorifero e si spezza quando viene sollevato, basta lasciarlo pochi minuti a temperatura ambiente finché torna flessibile; aggiungere altra farina, invece, rischia di asciugarlo. Le strisce devono mantenere la forma mentre vengono incrociate, ma piegarsi senza rompersi quando arrivano sul ripieno. Una volta composto il cestino, controllate che le estremità aderiscano al bordo: così la decorazione rimane ordinata durante la cottura e non si ritira verso il centro. Prima di cominciare potete rivedere il montaggio nel video della ricetta.

Raffreddamento, taglio e conservazione

Appena sfornata, la crostata non è ancora pronta per essere tagliata. La ricotta è morbida e la frolla calda si rompe facilmente; durante il raffreddamento il ripieno si assesta e la base acquista la stabilità necessaria per sostenere ogni fetta. Lasciate quindi il dolce nella teglia finché è completamente freddo e sformatelo soltanto dopo. Anche lo zucchero a velo resta più visibile se l’ultima spolverata viene fatta sulla superficie fredda, poco prima di portare la crostata in tavola.

Per la presenza della ricotta, il dolce va conservato in frigorifero, ben coperto, e consumato entro due o tre giorni. Un contenitore chiuso o una campana evita che il ripieno assorba gli odori degli altri alimenti e protegge la superficie. Prima del servizio potete lasciarlo per pochi minuti a temperatura ambiente: la frolla perde parte della rigidità data dal freddo e la crema torna più morbida. Non occorre scaldarlo, perché il passaggio in forno renderebbe nuovamente delicato il ripieno e potrebbe asciugare i bordi.

Quale limone è più adatto per la scorza?

Usate un limone non trattato e grattugiate soltanto la parte gialla. La parte bianca sottostante è amara e può alterare il gusto della frolla.

Posso usare la ricotta vaccina?

Sì, ma il sapore sarà più delicato e la consistenza può cambiare. Sceglietela compatta e lasciatela comunque scolare con cura.

Posso omettere le gocce di cioccolato?

Sì. Potete preparare la farcia soltanto con ricotta e zucchero, senza modificare le quantità degli altri ingredienti.

Come capisco che la crostata è cotta?

La frolla e le strisce devono essere dorate e asciutte in superficie. Il ripieno può restare morbido: raggiungerà la consistenza definitiva durante il raffreddamento.

Posso preparare la frolla il giorno prima?

Sì. Conservatela in frigorifero ben avvolta e lasciatela ammorbidire per pochi minuti prima di stenderla se risulta troppo rigida.

Si può congelare la crostata alla ricotta?

È preferibile congelare soltanto la frolla cruda. La ricotta cotta può rilasciare siero durante lo scongelamento e rendere meno gradevole la consistenza del ripieno.

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