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Anelletti al forno alla palermitana: il timballo della domenica che conquista tutta la famiglia

Gli anelletti al forno, chiamati a Palermo “pasta ‘u furnu”, sono il piatto delle feste per eccellenza in Sicilia. Un timballo ricco con ragù e caciocavallo, capace di riunire attorno alla tavola famiglie intere. Per la lunga preparazione, gli anelletti al forno sono da sempre associati ai giorni di festa: dal pranzo di Pasqua al Ferragosto, fino ai matrimoni. Ma è anche un piatto perfetto da portare fuori casa: si conserva bene per diverse ore e si trasporta comodamente, motivo per cui i palermitani lo scelgono spesso per il pranzo al mare o per le gite fuoriporta.

Dai mulini arabi alla tavola dei nobili

L’origine degli anelletti si lega alla dominazione araba in Sicilia, quando nella zona tra Trabia e Termini Imerese sorgevano i mulini costruiti dagli Arabi. Il termine “timballo” deriva proprio dall’arabo, e indicava un contenitore a forma di tamburo usato per cuocere la pasta a strati: la prima tecnica di cottura conosciuta, prima della bollitura in pentola.

Sulla forma ad anello circolano più teorie. Secondo una leggenda, i primi pastai si sarebbero ispirati agli orecchini delle donne arabe. Un’ipotesi più concreta è che la forma sia stata pensata proprio per trattenere meglio il condimento all’interno del piccolo foro centrale. Tra Settecento e Ottocento la ricetta fu poi arricchita dai monzù, i cuochi francesi al servizio delle grandi famiglie nobiliari siciliane, che unirono la tradizione del timballo francese ai sapori dell’isola. Il piatto compare anche ne “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, a testimonianza del suo legame con la cucina aristocratica palermitana.

Caciocavallo o tuma? Le varianti del formaggio

La ricetta originale prevedeva la tuma, formaggio fresco tipico siciliano, ma nel corso del Novecento si è diffuso l’uso del caciocavallo, oggi la scelta più comune nelle case palermitane. Anche su melanzane e uova sode non manca chi discute: c’è chi le considera un passaggio irrinunciabile e chi invece prepara una versione più essenziale. Non esiste una sola versione “corretta”: ogni famiglia custodisce la propria.

Qualche consiglio per un timballo perfetto

Per un risultato più compatto e facile da tagliare a fette, conviene lasciare riposare il timballo qualche minuto fuori dal forno prima di servirlo: in questo modo gli strati si assestano meglio. Chi prepara gli anelletti in anticipo può assemblare la teglia il giorno prima e infornarla solo al momento di servire, un vantaggio non da poco quando si cucina per tanti ospiti.

Per il caciocavallo, meglio sceglierne uno stagionato: dona più sapore al piatto rispetto a versioni troppo fresche o delicate. Chi ama un gusto più deciso può aggiungere anche un pizzico di pepe in più nel ragù, mentre chi cucina per bambini può ridurlo, lasciando il piatto comunque saporito grazie a salumi e formaggi.

Anelletti al forno quadrati

Anelletti al forno

Un timballo ricco di sapori, con ragù di carne, verdure, salumi, formaggi e melanzane fritte, il tutto racchiuso da una crosticina dorata in superficie. Si può preparare in un'unica teglia grande, da portare in tavola e tagliare a fette come una torta salata, oppure in piccole monoporzioni, proprio come si trova spesso nelle rosticcerie siciliane. È anche un piatto che si presta bene a essere preparato in anticipo, un aiuto prezioso nei pranzi delle feste: si può assemblare la teglia la sera prima, conservarla in frigorifero e infornarla il giorno successivo. Chi lo preferisce più compatto e ben riposato al taglio, può cuocerlo al mattino presto e tenerlo tiepido in forno fino al momento di servirlo. Ecco come prepararlo passo dopo passo, seguendo la ricetta tradizionale palermitana.
Preparazione 40 minuti
Cottura 1 ora
Portata Primi
Cucina Siciliana
Porzioni 6 Porzioni

Ingredienti
  

  • 500 g di anelletti
  • 500 g di carne macinata mista
  • 1 bicchiere di vino
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 l di passata di pomodoro
  • 100 g di piselli
  • 2 melanzane
  • 250 g di prosciutto cotto
  • 150 g di salame
  • 100 g di caciocavallo
  • 4 uova
  • 200 ml di besciamella
  • 5 cucchiai di formaggio
  • Q.b. pangrattato
  • Q.b. basilico
  • 1 l di olio di semi di girasole
  • Q.b. olio evo
  • Q.b. sale
  • Q.b. pepe

Istruzioni
 

  • Soffriggete in un tegame con l’olio, la cipolla, la carota e il sedano tritati. Aggiungete il tritato di carne mista e fatelo rosolare, a fuoco vivace, quindi sfumate con il vino. Unite la passata di pomodoro, il sale, il pepe, qualche foglia di basilico e i piselli.
  • Tagliate le melanzane a cubetti, salatele e friggetele in abbondante olio dopo averle fatte spurgare.
  • Cuocete gli anelletti in abbondante acqua salata, scolateli molto al dente e trasferiteli in una grande ciotola. Aggiungete il ragù con i piselli, le melanzane fritte, le uova sode, i salumi, la besciamella e i formaggi. Mescolate accuratamente, affinché il condimento si distribuisca in modo uniforme e la pasta risulti ben avvolta dal sugo.
  • Oliate una teglia e cospargetela con un po’ di pangrattato. Adagiatevi gli anelletti già amalgamati alternandoli a strati di sugo e formaggio grattugiato. Ricoprite lo strato finale di anelletti con il ragù e spolverate con formaggio grattugiato e pangrattato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Gli anelletti saranno pronti quando la superficie sarà ben dorata.
Come sostituire gli anelletti se non si trovano?

Vanno bene ditalini, sedanini o mezze maniche. Cambia la forma, ma il condimento resta ugualmente ricco.

Quale teglia utilizzare per 500 grammi di anelletti?

Una teglia rettangolare di circa 30 × 22 cm con bordi alti, oppure uno stampo rotondo da 26 cm di diametro.

È meglio cuocere gli anelletti nel forno statico o ventilato?

Meglio lo statico a 180°C, per una cottura uniforme senza seccare troppo la superficie. Con il ventilato, abbassate a 170°C.

Si può utilizzare una teglia di alluminio usa e getta?

Sì, purché resistente e con bordi alti. Per spostarla facilmente, appoggiatela su una normale teglia da forno.

Quanti anelletti bisogna calcolare per ogni persona?

Circa 80 grammi a persona, dato il condimento ricco. Aumentate le dosi se il piatto è l’unica portata.

Quale vino abbinare agli anelletti al forno?

Un rosso siciliano di medio corpo, come un Nero d’Avola giovane o un Cerasuolo di Vittoria.

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