Leggende

La leggenda di Deli e Ade e le origini delle isole Egadi

Prima che i fiumi corressero verso i mari, che gli uccelli volassero nell’azzurro del cielo e i campi venissero arati, viveva in una terra misteriosa, bagnata da acque azzurrissime, una bellissima giovane. Il suo nome era Deli. Venne nascosta in quella terra lontana da sua madre, concepita dall’amore segreto con il Dio Ares.

Panorama sulle Egadi. Foto di Salvatore Bonfiglio

La piccola venne accolta dalle Driadi, le ninfe dei boschi, che le riservarono tanto amore. Deli crebbe sana e forte ma soprattutto bella, amata dai suoi amici animali e ben voluta e protetta da tutto il bosco. Il suo sorriso rendeva quei luoghi luminosi e i suoi abitanti felici.

La notizia della bellezza di Deli, decantata e apprezzata, si diffuse ovunque, divenne sempre più nota, tanto da essere conosciuta fino agli Inferi, il regno di Plutone (Ade secondo la mitologia romana), che ne rimase affascinato. La crudele divinità decise allora di appostarsi sul Monte Erice, in attesa di scrutare la giovane.

Deli si era da poco distesa sotto una grande quercia, per godere della frescura che i folti rami rendevano possibile. Ade si avvicinò repentinamente e tentò in tutti i modi di ottenere con la forza la ragazza. La pianta sotto cui si stava compiendo questo insano atto ritrasse i suoi rami, rendendo visibile agli Dei la violenza e l’atto carnale che si stava consumando.

Scese presto una truppa di guerriglieri capeggiati da Ares, per punire Plutone. Tuttavia, la malefica divinità riuscì a difendersi dagli attacchi e a sconfiggere l’intera armata, Ares compreso. Quei paesaggi verdi e incontaminati furono tinti di sangue e la bellissima Deli si rassegnò al suo destino. Gli Dei dell’Olimpo alla vista della scena levarono un grido di dolore. Zeus trattenne l’anima di Deli mentre Eolo liberava il leggero Zeffiro, che risoffiò nel corpo della giovane un alito vitale.

Venere, scesa dal monte Ericino, prese il corpo di Deli e la portò al riparo dai desideri perversi di Plutone, oltre le acque di Drepanon, (Trapani). La giovane fu trasformata in un’isola, Favignana, e affidata alle cure delle Nereidi, le ninfe marine, che l’assistettero fino alla nascita dei semidei, Hiera e Pharbantia, frutto della violenza di Plutone.

La bellezza dei semidei è pari a quella della madre e ancora oggi ammirabile. Favignana a pochi chiilometri da Trapani guarda ogni giorno con attenzione le sue creature, Marettimo e Levanzo.

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