Natura

La Sicilia si tinge di rosa: in viaggio sulle rotte dei fenicotteri

Dalle saline di Priolo ai pantani di Vendicari, fino a Trapani e Marsala: un itinerario tra le zone umide dove incontrare i fenicotteri

C’è un itinerario siciliano che non segue strade monumentali né attraversa antichi centri storici. Segue l’acqua, il vento e le rotte degli uccelli migratori. Parte dalle Saline di Priolo, attraversa le grandi vasche delle Saline di Trapani e Paceco e raggiunge lo Stagnone di Marsala, dove il paesaggio si apre tra isole, mulini e riflessi dorati.

I protagonisti di questo viaggio sono i fenicotteri rosa. Arrivano da luoghi diversi del Mediterraneo e scelgono le zone umide siciliane per alimentarsi, sostare, trascorrere l’inverno e, in alcuni casi, nidificare. Non seguono un percorso lineare né un calendario immutabile: si spostano secondo la disponibilità di cibo, il livello dell’acqua e la tranquillità degli ambienti.

Può capitare di scorgerli raccolti in gruppi, intenti a filtrare l’acqua alla ricerca di cibo. Altre volte rimangono immobili o si alzano in volo per raggiungere una vasca diversa. La loro presenza cambia continuamente il paesaggio e regala quella pennellata rosa che rende ancora più suggestivi questi angoli della Sicilia.

Scoprire dove vedere i fenicotteri in Sicilia significa quindi intraprendere un viaggio diverso. Non si parte soltanto per fotografare un animale, ma per entrare in alcuni degli ambienti naturali più fragili e sorprendenti dell’Isola, imparando a osservarli in silenzio e senza alterarne l’equilibrio.

Il fenicottero rosa presente in Sicilia

La specie osservata nelle zone umide siciliane è il Phoenicopterus roseus, comunemente chiamato fenicottero rosa o fenicottero maggiore. Si tratta di una specie protetta a livello internazionale.

I fenicotteri frequentano ambienti con acque basse e salmastre, nei quali trovano il nutrimento filtrando l’acqua e il fango. I giovani non nascono rosa, ma presentano inizialmente un piumaggio grigio. La colorazione caratteristica compare gradualmente ed è legata ai pigmenti assunti attraverso l’alimentazione.

La presenza di questi uccelli non ha sempre lo stesso significato. Alcuni ambienti vengono utilizzati come luoghi di sosta durante le migrazioni; altri come aree di alimentazione o svernamento. La nidificazione, invece, richiede condizioni particolarmente favorevoli e non deve essere confusa con il semplice avvistamento di uno stormo.

Gruppo di fenicotteri rosa
Fenicotteri rosa / Foto di Wirestock – depositphotos.com

Priolo e Augusta, due saline scelte dai fenicotteri

La Riserva Naturale Orientata Saline di Priolo si trova nel territorio di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa. Istituita nel 2000 e gestita dalla LIPU, tutela una zona umida di 54,5 ettari inserita nella rete Natura 2000.

La prima nidificazione accertata del fenicottero rosa in Sicilia avvenne proprio qui nel 2015. Non è corretto, però, parlare di una presenza riproduttiva rimasta stabile e ininterrotta da allora. La Regione Siciliana ha comunicato che nel 2025 i fenicotteri sono tornati a nidificare nella riserva dopo tre anni di assenza.

Nel maggio 2026 la LIPU ha indicato la presenza di 161 coppie nidificanti. Il dato conferma il valore delle Saline di Priolo come principale sito riproduttivo della specie nell’Isola.

La riserva riveste un’importanza particolare anche per la sua posizione. Sorge infatti all’interno di un territorio segnato dalla presenza industriale, ma continua a offrire rifugio a una ricca comunità di uccelli acquatici. Secondo il portale regionale delle aree protette, tra le Saline di Priolo e la vicina Penisola Magnisi sono state osservate 246 specie di uccelli.

La nidificazione è una fase molto delicata. Chi visita l’area deve quindi attenersi alle indicazioni dell’ente gestore, evitare rumori e mantenersi lontano dalle colonie.

Poco più a nord, anche le Saline di Augusta accolgono i fenicotteri durante i mesi freddi. Nell’ex Salina Regina, situata nella periferia settentrionale della città, i gruppi trovano acque basse e un ambiente favorevole alla sosta e all’alimentazione. Nel febbraio 2023 ne furono osservati circa cento, destinati a rimanere nell’area fino alla primavera. Priolo e Augusta raccontano così due modi diversi di abitare le zone umide della Sicilia orientale: nella prima i fenicotteri hanno trovato un luogo nel quale riprodursi, nella seconda una tappa per trascorrere l’inverno.

Dove vedere i fenicotteri tra Trapani, Paceco e Marsala

In Sicilia occidentale, uno degli itinerari più interessanti per osservare i fenicotteri attraversa la Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco e prosegue fino alla Riserva Naturale Orientata “Isole dello Stagnone di Marsala”. Le due aree formano un unico grande sistema di zone umide, composto da vasche salinari, canali, argini, fondali poco profondi, antichi mulini e isolotti.

La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco, gestita dal WWF Italia, si estende per 986 ettari e si trova lungo un’importante rotta migratoria tra l’Africa e l’Europa. Nell’area sono state censite più di 240 specie di uccelli, che utilizzano le saline per sostare, alimentarsi, svernare o riprodursi. I fenicotteri ne sono frequentatori abituali e la loro presenza diventa particolarmente significativa durante lo svernamento.

Procedendo verso Marsala, il paesaggio salinaro confluisce nella laguna dello Stagnone, la più estesa della Sicilia. Anche qui i fenicotteri trovano acque basse e ambienti ricchi di nutrimento, distribuendosi tra le vasche, i margini della laguna e le zone meno profonde. La loro posizione può cambiare secondo il livello dell’acqua, il vento e la disponibilità di cibo: non esiste quindi un punto nel quale l’avvistamento possa essere garantito.

Nel dicembre 2025, durante il censimento condotto nell’intero sistema di zone umide compreso tra Trapani e Marsala, sono stati contati complessivamente 1.150 fenicotteri. Per cercarli senza disturbarli è consigliabile portare un binocolo, mantenersi sui percorsi consentiti oppure partecipare a una visita guidata.

Il Centro visite della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco si trova presso il Mulino Maria Stella, lungo la Strada Provinciale 21 Trapani–Marsala. Il WWF organizza visite guidate durante tutto l’anno, previa prenotazione.

Fenicotteri rosa nell’Oasi Faunistica di Vendicari, in Sicilia
Fenicotteri nell’Oasi Faunistica di Vendicari – Foto di izanbar / Depositphotos.com

I fenicotteri tra Vendicari e i pantani del Pachinese

Nella Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari i fenicotteri rosa sono tra gli incontri più attesi dagli appassionati di natura e birdwatching. Qualche esemplare può essere presente durante tutto l’anno, ma è da settembre che iniziano ad arrivare i primi stormi in migrazione.

Dal mese di novembre i gruppi diventano generalmente più numerosi: alcuni fenicotteri trascorrono l’inverno nei pantani della riserva, mentre altri si spostano con brevi voli tra le vicine zone umide di Marzamemi, Morghella, Longarini, Cuba e Bruno, fino ai pantani nei pressi di Isola delle Correnti.

Questi ambienti, distribuiti lungo la costa tra Noto e Pachino, formano una rete naturale di luoghi nei quali gli uccelli possono sostare e alimentarsi.

Qual è il periodo migliore per vedere i fenicotteri in Sicilia?

Dipende dalla zona scelta. Nelle saline di Trapani e Paceco e nello Stagnone di Marsala i fenicotteri possono essere osservati durante tutto l’anno. L’inverno è però uno dei periodi più interessanti, perché queste zone umide diventano importanti aree di alimentazione e svernamento e possono accogliere gruppi particolarmente numerosi.

Alle Saline di Priolo la primavera assume un significato diverso: è il periodo nel quale i fenicotteri possono formare la colonia riproduttiva. Si tratta di una fase molto delicata e l’osservazione deve avvenire esclusivamente dai percorsi e dai punti autorizzati, seguendo le indicazioni della riserva.

Le presenze cambiano comunque in base al livello dell’acqua, alla disponibilità di cibo e agli spostamenti degli animali. Per questo, prima di partire, è utile chiedere all’ente gestore quali siano le condizioni del momento e se siano previste visite guidate.

Come osservarli senza disturbarli

I fenicotteri devono essere osservati con discrezione e da una distanza adeguata. È importante non lasciare i percorsi consentiti, non avvicinarsi alle colonie e non produrre rumori improvvisi.

Un binocolo o un cannocchiale consentono di apprezzare meglio il comportamento degli animali senza interferire con le loro attività. Inoltre, non bisogna tentare di attirarli con il cibo, utilizzare droni nelle aree protette o inseguirli per ottenere una fotografia.

Quando disponibile, una visita accompagnata dal personale della riserva rappresenta la scelta migliore. Permette di conoscere l’ambiente, individuare i punti di osservazione più adatti e comprendere il valore ecologico delle saline.

Un patrimonio che richiede rispetto

Saline, lagune e stagni costieri non sono soltanto lo sfondo nel quale cercare i fenicotteri. Trattengono l’acqua, ospitano una straordinaria biodiversità e offrono agli uccelli migratori luoghi indispensabili per alimentarsi, riposare e riprodursi. Eppure sono tra gli ecosistemi più vulnerabili: secondo il WWF, in Italia tre zone umide su quattro sono già scomparse e quasi il 40% di quelle rimaste si trova in uno stato di conservazione inadeguato.

Anche un disturbo apparentemente momentaneo può lasciare conseguenze profonde. Alle Saline di Priolo, per esempio, i fenicotteri sono tornati a nidificare nel 2025 dopo tre anni di assenza: la colonia aveva abbandonato la riserva in seguito allo sparo di fuochi d’artificio nelle vicinanze dell’area riproduttiva.

Osservarli significa quindi accettare la distanza che scelgono. Restare sui percorsi consentiti, non avvicinarsi ai nidi, evitare rumori e seguire le indicazioni degli enti gestori non limita l’esperienza: la rende possibile. La fotografia più bella è quella che lascia i fenicotteri liberi di restare dove sono.

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