Tradizioni

Il Cafiso, l’olio e la Sicilia: una storia antica migliaia di anni

Se ci voltiamo indietro di qualche anno e più, ci troviamo immersi in un mondo, che racconta cultura, storia, poesia. Ci accorgiamo come ogni cosa, ogni parola era funzionale e aderente alla realtà locale, ogni termine e ogni simbolo serviva “per capirsi” da qui a lì ed ecco, per esempio, per poter quantificare e misurare un prodotto venivano usati termini che cambiavano da paese a paese. Ci troviamo così dinanzi a: sarma, tumminu, munnìu, coppu, quartiglio, cuoppo, cafiso, il cui valore cambiava di paese in paese, ogni unità di misura raccontava la storia del posto. Queste unità di misura, sono state abolite formalmente con l’unità d’Italia, e sostituite a livello nazionale con le unità di misura corrente, ma le tradizioni, come si sa, restano arroccate e per fortuna non seguono le leggi. E’ il caso del “cafiso”, dall’arabo Qafiz, unità di misura dell’olio, ancora in uso in molti paesi della Sicilia. E’ stato così durante la dominazione araba, con gli Aragonesi, i Normanni e i Borboni, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ancora oggi ci accorgiamo, però, che ogni paese assegna una quantità diversa allo stesso termine. In alcuni paesi corrisponde a 8 litri , 9 in altri, 10,5 o addirittura 12 in altri ancora.

Il cafiso

Quindi il nostro contenitore, chiamato “cafiso”, cambia persino forma a seconda che siamo di Trapani, Marsala, Castelvetrano o addirittura di Agrigento. Così come fanno i dialetti, le abitudini culinarie, gli ingredienti nei nostri piatti. Perché noi siamo tante culture, tante identità, gente tra la gente, ma abbiamo una grande, sola e unica ricchezza. La sicilianità.

3 Commenti

  1. Zona sud della prov. Di sr noto Avola pachino rosolini auspica Pozzallo modica il kafiso in litri sono 12 . Zona nord di sr lentini carlentini Francofonte il mafioso 16 litri

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