Territorio

Trapani, alla scoperta dell’oro bianco siciliano

Siamo in un angolo di paradiso nell’estremo ovest della Sicilia. Partendo da Trapani e arrivando a Marsala esiste una via chiamata “Via del sale”, lunga 29 km e nata con lo scopo di valorizzare la Riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco e lo Stagnone di Marsala con le sue saline, i mulini a vento e la grande varietà di uccelli migratori che la abitano.

Trapani, raccolta del sale – Foto di kyklopseryx – stock.adobe.com

Lo spettacolo che si può osservare in questo tratto di strada è assolutamente unico! Panorami che lasciano senza parole, soprattutto al tramonto; percorrendo questo tragitto si può osservare il lento movimento dei mulini a vento, i coni di sale dal colore bianco marmoreo e i raggi del sole che si riflettono in una scacchiera di corsi d’acqua e muretti di tufo dando origine a piccole piscine dai colori che vanno dal blu del mare, passando per il verde e arrivando al rosso.

L’oro bianco della Sicilia: origini e importanza

L’origine non è certa, ma si pensa risalga al popolo dei Fenici che tremila anni fa popolavano questa incantevole terra.  Le saline rappresentavano la fonte principale per l’economia del luogo; contribuirono e contribuiscono alla ricchezza  della città di Trapani facendone uno dei porti più importanti dell’esportazione del sale, ingrediente principale della cucina siciliana, buono per conservare la carne o il pesce e usato anche per scacciare i demoni. Chiamato  l’oro bianco della Sicilia. Nel 500 il prezzo del sale era pari all’oro e veniva utilizzato come moneta di scambio; proprio da qui deriva il termine “salario”. 

Foto di Giuseppe Costanza form PxHere

Museo del sale a Nubia

Proseguendo questa favolosa via, immersi nello spettacolo più emozionante che va verso Marsala, con gli occhi pieni di colori ed inebriati dal profumo naturale del sale e la presenza dei salinari che con i loro stivali e cappello ogni giorno, con pazienza e dedizione, raccolgono il frutto del loro duro  lavoro, si giunge in contrada Nubia a Paceco.

Qui ad opera di Alberto Culcasi, è stato aperto un museo, il Museo del Sale. Posto in un antico baglio del Seicento  che era adibito alla molitura del sale con annesso un grande e caratteristico mulino a vento.  Il Museo del Sale è un luogo dove è possibile ammirare e rivivere di persona l’armonia che si crea tra mare e terra, tra lavoro e prodotto finale e comprendere l’alto valore culturale che aveva e ha ancora la salicoltura in Sicilia!

Foto di Gianfranco Rossodivita

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