Leggende

La leggenda della Fata Morgana che sullo stretto di Messina ammalia i marinai con magiche visioni

Morgana, la mitica sorellastra di Re Artù, legata a lui da un sentimento di odio e di amore, impietositasi per le condizioni delle gravi ferite che questi si era procurato durante la sua ultima battaglia, lo aveva portato ai piedi dell’Etna affinché saldasse la sua spada Excalibur sulla roccia. Fu così affascinata dalla Sicilia che decise di rimanervi, costruendo nelle profondità delle acque dello Stretto di Messina, uno splendido e misterioso castello di cristallo.

Si narra che qui studiasse come ingannare gli ingenui navigatori che si trovavano ad attraversare lo stretto, ammaliandoli con le sue visioni in modo che, perdendo la rotta, i marinai andassero a infrangersi con le loro imbarcazioni lungo la costa, trovando la morte tra le braccia della fata.

Fata Morgana (1864) di Anthony Frederick Sandys, conservato alla Birmingham Art Gallery.

Pare che un giorno a cadere vittima delle sua perfidia fosse un re barbaro che, arrivando dalla Calabria voleva attraversare quel braccio di mare per raggiungere la Sicilia della quale vedeva le bellezze, ne sentiva i profumi ed era affascinato da quelle fiamme che si alzavano alte dal monte. Mentre cercava il modo per raggiungere la splendida Sicilia gli apparve una donna che gli raccontò come lei fosse capace di regalargli quella terra così ricca di meraviglie. Il sole era alto nel cielo, l’aria limpida, la Sicilia sembrava proprio a un passo da lui. L’ingenuo re, credette di poterla raggiungere con una bracciata ma, vittima di quell’illusoria visione, appena si gettò in acqua, annegò.

Qualche tempo dopo, dall’altro lato dello Stretto di Messina, giunse un altro sovrano, anche quest’ultimo intenzionato a far sua la bellissima terra di Sicilia. Si trattava di Ruggero il Normanno, desideroso di conquistare l’isola che da secoli era sotto la dominazione araba.

Questi, sostenuto da tre cavalieri messinesi, desiderosi di liberarsi della dominazione araba, decise di sfidare i Musulmani, ma, non possedendo un’ imbarcazione, non sapeva come attraversare lo stretto. Il suo esercito era attrezzato per combattere via terra! Mentre Ruggero pensava come fare fu raggiunto da profumi inebrianti e lamenti. In quel momento gli apparve la fata delle acque, appunto Morgana.

Provò, come aveva fatto con il re dei barbari, a far vedere le due sponde dello stretto così vicine, cercò di convincere Ruggero e i suoi uomini ad attraversare le acque materializzando persino un vascello con cui attraversare lo Stretto. Ma il re normanno, fervente cattolico, non ci cascò e rimandò a tempi successivi (era il 1061) la conquista dell’isola con la cacciata degli arabi.

Ancora oggi si possono notare nel tratto di mare tra la Sicilia e la Calabria questi fenomeni che hanno una spiegazione scientifica cui è dato il nome di “Effetto Morgana”.

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Nelle giornate particolarmente calde e limpide di agosto e settembre, la Sicilia e la Calabria sembrano vicinissime per l’ effetto ottico creato da un condotto atmosferico particolare per cui la luce del sole attraversa strati d’aria con temperature diverse che agiscono come lente di rifrazione. Questo fenomeno, quasi miraggio, ma con immagini che cambiano, si capovolgono, diventano storte, si verifica anche nell’isola di Favignana ed è stato osservato altresì nella Regione dei Grandi Laghi degli Stati Uniti.

Il risultato più classico è quello di vedere, oltre l’oggetto, anche una sua immagine capovolta e praticamente “sospesa” nel cielo, fenomeno che ha lasciato a bocca aperta chi ha avuto la fortuna di assistere. Sembra magia ma, parlando di scaramanzia, non è visto di buon auspicio.

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