Leggende

Oro, incenso, mirra e una collana di perle. C’è chi sostiene che i Re Magi in realtà fossero quattro

Il termine magi, plurale di magio, non rimanda a maghi nel senso moderno, ma a sapienti provenienti dall’Oriente ed esperti nell’osservazione degli astri. Il Vangelo non li definisce re: fu la tradizione successiva a considerarli tre e a collegarli simbolicamente all’Asia, all’Europa e all’Africa, le parti del mondo allora conosciute. Da questa lettura deriva anche la raffigurazione di uno dei Magi con la pelle scura.

Il Vangelo secondo Matteo, unica fonte biblica canonica a raccontare l’episodio, non indica né il numero né i nomi dei Magi. La tradizione li ha successivamente identificati come Gaspare, Baldassarre e Melchiorre. Partiti dall’Oriente e guidati dalla Stella per rendere omaggio al Bambino Gesù, che secondo la profezia sarebbe diventato il nuovo re dei Giudei, giunsero a Gerusalemme e si recarono da Erode, re della Giudea romana. Questi, venuto a conoscenza della profezia e sapendo che Gesù sarebbe nato a Betlemme, li inviò nel luogo indicato affinché scoprissero dove si trovava il Bambino.

Oro, incenso e mirra: il significato dei doni

Lo scopo di Erode non era quello di rendere omaggio a Gesù, ma di liberarsi del nuovo nato che avrebbe potuto insidiare il suo regno. I Magi, seguendo la Stella, giunsero a Betlemme e offrirono al Bambino oro, incenso e mirra. Nella tradizione cristiana l’oro richiama la regalità, l’incenso la natura divina e la mirra la mortalità e la futura sepoltura di Cristo. La mirra è una resina aromatica utilizzata fin dall’antichità anche nella preparazione di unguenti.

Re Magi sui cammelli
Re Magi – Immagine realizzata con IA – Adobe Firefly

I Magi non tornarono da Erode: avvertiti in sogno delle sue intenzioni, ripartirono seguendo un’altra strada. Erode ordinò allora di uccidere i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, basandosi sul tempo che aveva appreso dai Magi. Giuseppe, avvertito in sogno, fuggì in Egitto con Gesù e Maria, sottraendo il Bambino alla strage degli innocenti.

Artaban e la leggenda del quarto Re Magio

La figura di un quarto Magio, chiamato Artaban, è al centro del racconto The Other Wise Man, pubblicato dallo scrittore statunitense Henry van Dyke nel 1895. Artaban parte per portare a Gesù alcune pietre preziose, ma non arriva in tempo perché lungo il cammino si ferma ad aiutare persone povere e bisognose, utilizzando per loro i doni destinati al Bambino.

Nel racconto, Gesù riconosce il valore delle sue azioni come se avesse ricevuto personalmente quei doni. La storia insegna che la generosità verso il prossimo può diventare una forma concreta di fede. Alla figura dei Magi è legata anche la popolare leggenda della Befana, che racconta in modo diverso il viaggio verso Gesù Bambino.

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