Le regalavano le suocere alle nuore per riportare pace in famiglia: i sfinci ri prescia di Montelepre
Le sfinci di Montelepre, chiamate nel dialetto locale sfinci ri prescia, sono frittelle dolci dalla caratteristica forma che ricorda la lettera “e”. Si preparano con un impasto semplice a base di semola rimacinata, acqua, zucchero, olio e scorza di limone. Dopo la frittura vengono ricoperte con zucchero e cannella.
La ricetta appartiene alla tradizione di Montelepre, piccolo borgo situato alle porte di Palermo. Qui si tramanda da generazioni e continua ad accompagnare le principali festività familiari e religiose.
Le sfinci vengono preparate soprattutto nel periodo dell’Immacolata e a Natale, quando le famiglie si riuniscono attorno alla tavola. Ogni occasione di festa, però, può diventare una buona ragione per friggere e condividere questi dolci semplici e irresistibili.
Perché si chiamano sfinci ri prescia?
La parola siciliana prescia significa “fretta”. Il nome richiama la rapidità della preparazione, perché l’impasto non contiene lievito e non richiede lunghe attese. Questo non significa che la ricetta debba essere eseguita con superficialità: servono attenzione e un po’ di manualità per lavorare l’impasto ancora caldo e dare alle frittelle la forma tradizionale.
La semola viene versata nell’acqua calda e mescolata energicamente finché il composto diventa compatto. L’impasto viene poi trasferito sullo scanaturi, la tradizionale spianatoia, e lavorato mentre è ancora caldo. Da esso si ricavano piccoli cordoncini che vengono chiusi a forma di “e” e fritti fino a completa doratura.
Le sfinci di Montelepre si distinguono quindi dalle più conosciute sfince siciliane preparate con un impasto lievitato. La loro particolarità risiede proprio nella velocità di esecuzione, nella forma e nell’utilizzo della semola rimacinata di grano duro.
La curiosa tradizione delle suocere e delle nuore
Attorno alle sfinci ri prescia si tramanda una curiosa usanza popolare. Si racconta che, in caso di litigi familiari, la suocera dovesse preparare queste frittelle e regalarle alla nuora come gesto di riconciliazione. Un vassoio di sfinci diventava così un modo semplice e goloso per riportare la pace in famiglia.
Non sappiamo quanto questa consuetudine sia stata realmente praticata. Il racconto, però, dimostra quanto la cucina fosse legata alla vita quotidiana, ai rapporti familiari e ai momenti di condivisione. A Montelepre questa specialità è così amata da essere celebrata anche con una sagra. Il borgo possiede inoltre un’altra interessante tradizione pasticcera: quella delle paste all’antica di Montelepre, conosciute anche come Paste du zù Giacuminu.
Un dolce delle feste siciliane
Appena scolate, le frittelle vengono passate nello zucchero mescolato alla cannella. Possono essere servite ancora tiepide, quando la superficie è fragrante e l’interno conserva la sua piacevole morbidezza. Le sfinci di Montelepre rappresentano una delle tante preparazioni legate al tradizionale menù dell’Immacolata in Sicilia. Una ricetta povera negli ingredienti, ma ricca di storia e significati, che merita di essere conservata tra le più autentiche ricette siciliane.

Sfinci ri prescia di Montelepre
Ingredienti
Per l'impasto
- Un litro di acqua
- 20 g di olio evo
- 20 g di zucchero
- 4 g di sale
- La buccia grattugiata di un limone
- 500 g di semola rimacinata di grano duro
Per friggere
- Q.b. olio di semi di girasole
Per guarnire
- Q.b. di zucchero semolato
- Q.b. di cannella
Istruzioni
- In una pentola versate l'acqua, aggiungete l'olio, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone e il sale.
- Quando l'acqua sarà ben calda, un attimo prima che raggiunga il punto di ebollizione, aggiungete poco alla volta la farina e mescolate energicamente. Se l'acqua è ben calda il composto si rapprenderà subito. Togliete l'impasto dal fuoco e trasferitelo su una spianatoia unta con dell'olio evo.
- Impastate con qualche piega, in modo che si amalgami bene e, mentre è ancora caldo, cominciate a formare dei piccoli cordoncini lunghi circa 15 centimetri e chiudeteli a forma di e.
- Fate riscaldare l'olio e immergete in esso le sfincie finché non saranno ben dorate. Nel frattempo, in un contenitore unite lo zucchero alla cannella. Una volta ben dorate le sfincie, fatele asciugare qualche secondo su della carta assorbente e guarnitele passandole nello zucchero e cannella.
Video
Note
Dove acquistare i nostri libri di ricette?
Domande frequenti sulle sfinci di Montelepre
Qual è la temperatura ideale dell’olio?
L’olio dovrebbe raggiungere circa 170-175 °C. Se è troppo freddo, le sfinci assorbiranno molto olio; se è eccessivamente caldo, si scuriranno fuori prima di cuocersi bene all’interno.
Come evitare che le sfinci si aprano durante la frittura?
Quando chiudete ciascun cordoncino, premete bene i punti di unione. Evitate anche di lasciare residui di farina o semola sulla superficie, perché potrebbero impedire alle estremità di aderire.
Posso sostituire la scorza di limone?
Sì, potete utilizzare scorza d’arancia non trattata. Il profumo sarà diverso, ma resterà in armonia con lo zucchero e la cannella.
Perché le sfinci possono risultare dure?
Una cottura troppo lunga, un impasto poco idratato o uno spessore eccessivamente sottile possono renderle dure. Formate cordoncini regolari e toglietele dall’olio appena diventano uniformemente dorate.
Si possono cuocere nella friggitrice ad aria?
Questa preparazione nasce per la frittura in olio. La friggitrice ad aria non garantisce la stessa doratura e potrebbe rendere l’impasto asciutto e poco fragrante.
Quanto tempo si conservano?
È preferibile consumarle il giorno stesso. Se avanzano, conservatele per un giorno a temperatura ambiente, dentro un contenitore ben chiuso. Con il passare delle ore perderanno parte della loro fragranza.
