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Il tradizionale menù dell’Immacolata in Sicilia: sfincione, baccalà e dolci a volontà

In Sicilia devozione e tradizione si mischiano facendo della festa dell’Immacolata una delle feste più sentite. I siciliani hanno una grande devozione per la Madre di Dio che in questa giornata viene onorata con processioni, riti suggestivi e prelibatezze d’ogni genere a tavola. Già alcuni giorni prima, il profumo dei dolci tipici inonda le strade, che per l’ occasione sono addobbate a festa con scintillii di luci. Tutto é organizzato per tempo, anche l’albero e il presepe.

Capodanno – Foto di Roman Samborskyi – Shutterstock

La vigilia dell’Immacolata è il giorno in cui in Sicilia le feste hanno inizio ufficialmente, con la tradizionale nottata, che fa rivivere ogni anno la bella esperienza delle famiglie riunite, sempre molto numerose per l’occasione. Sedersi a tavola in queste feste, significa alzarsi sempre con qualche chilo in più, perché l’abbondanza e la bontà dei cibi siciliani, difficilmente tengono a freno la gola.

Immancabile piatto, proprio di questo periodo è lo sfincione, piatto semplice, che, in occasione delle feste, sostituisce il solito pane con qualcosa di diverso, arricchito con ingredienti che gli conferiscono un gusto particolare, il baccalà fritto o in umido e i dolci tra cui sfince, mustazzoli e i famosi buccellati. Se volete essere indirizzati alla ricetta particolareggiata, vi basterà cliccare sul titolo specifico di ciascun piatto.

Si comincia a pensare ai regali per grandi e piccini e ancora una volta la situazione sanitaria ci suggerisce prudenza. Cerchiamo di vivere tutto questo in serenità e sicurezza in famiglia.

Lo Sfincione

E’ il re dello street food palermitano. Una specialità dagli ingredienti poveri ma dal gusto impareggiabile, una delle ricette più conosciute della cucina siciliana. Una pasta lievitata molto soffice condita con acciughe, pomodori e caciocavallo, prodotti tipici dell’isola che regalano allo sfincione il suo sapore caratteristico.

Sfincione palermitano – Foto di CustonaciWeb

Anelletti al forno

E’ uno dei piatti che più rappresenta la Sicilia a tavola, nelle molteplici versioni, ritroviamo gli ingredienti di cui solitamente si compone un pasto intero: la pasta asciutta, un particolare formato di pasta, detto appunto anelletti, la carne ed il contorno di verdure. Gli elementi principali sono il ragù di carne ed i piselli, tuttavia, a seconda dei gusti possiamo ritrovare le melanzane, l’uovo sodo, i cubetti di salame , la salsiccia, e tanto altro.

Anelletti al forno – Foto di CustonaciWeb

Il Baccalà

Baccalà alla siciliana – Foto di CustonaciWeb

E’ un secondo piatto molto appetitoso. Si prepara, dopo averlo ammollato per almeno 24 ore, cambiando spesso l’acqua, fritto o in umido con pomodori, patate, e tutti i sapori dei prodotti del territorio come olive nere, capperi, sedano e cipolla.

Le Sfincie

Sfince dell’Immacolata – Foto di CustonaciWeb

Le sfincie, come tutti i piatti e i dolci siciliani, presentano molte varianti di paese in paese. Questa è la classica ricetta trapanese. Sono delle piccole frittelle di farina e patate tipiche della zona. Il loro nome deriva dal latino “spongia” cioè spugna, a indicare la loro particolare sofficità. All’interno dell’impasto viene aggiunto il succo e la scorza grattugiata dell’arancia che gli conferiscono un gusto e una fragranza che fanno sentire subito l’atmosfera della festa.

I Mustazzoli

Mustazzoli ericini – Foto di CustonaciWeb

Sono dolci prodotti già nel Settecento nei conventi di clausura in occasione delle principali feste religiose; si tratta di biscotti caratteristici di tutta la Sicilia nord occidentale, a base di vino cotto; si trovano in varie forme e spesso arricchiti con diversi ingredienti. Famosi i mustazzoli di Erice.

Il Buccellato

Buccellato – Foto di CustonaciWeb

E’ una ciambella di pasta frolla decorata con pistacchi, mandorle tritate e con frutta candita, farcita con fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia. A seconda delle zone o dei gusti si farcisce con altri ingredienti. Ma è sempre e comunque una gioia per gli occhi prima che per il palato.

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