Leggende

La leggenda dei faraglioni di Aci Trezza: le enormi rocce scagliate da Polifemo, accecato da Ulisse

Aci Trezza, il piccolo borgo marinaro, frazione di Aci Castello, in provincia di Catania, deve il suo fascino ai Faraglioni,  piccolo arcipelago di roccia basaltica che emerge dalle acque limpide di un amare ricco di storia. Essi sono la parte più nota ed importante di Aci Trezza, affascinano e stupiscono per la loro bellezza e la loro maestosità e per la loro particolare forma.

Faraglioni di Aci Trezza – Foto di Manuela Fisichella da Pixabay

A questi meravigliosi scogli è legata la leggenda di Polifemo. Si narra che Ulisse, durante il suo viaggio di ritorno verso Itaca, approdasse all’Isola dei Ciclopi dove venne “ospitato” dal terribile Polifemo che lavorava all’interno dell’ Etna per creare i fulmini utilizzati da Zeus.

Nel nono libro dell’Odissea, Omero racconta delle atrocità fatte da Polifemo che utilizzava i compagni di Ulisse come stuzzichini. L’astuto Ulisse, imprigionato dal gigante da un occhio solo, è riuscito a fuggire, con i compagni superstiti, dopo aver accecato il Ciclope, essersi presentato col nome di Nessuno ed essersi aggrappato al ventre delle pecore.

Questo stratagemma, scatenò l’ira del gigante, a tal punto che scagliò enormi sassi dall’alto del Vulcano nel mare, nel tentativo di affondare l’imbarcazione su cui Ulisse con i suoi uomini si allontanava dall’isola. Il mito vuole che questi macigni, conficcandosi nel fondale, dessero origine ai faraglioni che oggi attirano migliaia di turisti.

Anche Virgilio, nell’Eneide, fa incontrare Enea ad Aci Trezza con il compagno di Ulisse, Achemenide, dimenticato nel paese dei ciclopi durante quella fuga che tanto fece arrabbiare Polifemo.

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