Tradizioni

Festa dell’Immacolata in Sicilia, il covid ferma le tradizioni ma non tutte

In Sicilia devozione e tradizione si mischiano facendo della festa dell’Immacolata una delle ricorrenze più sentite. I siciliani hanno una grande devozione per la Madre di Dio che, proprio in occasione di questa festività, viene onorata con processioni, riti suggestivi e prelibatezze d’ogni genere. Già alcuni giorni prima, il profumo dei dolci tipici inonda le strade, che per l’occasione sono addobbate a festa con scintillii di luci. Nelle chiese rivivono tante significative tradizioni a cui la gente è tanto legata, si risentono tanti bei canti, espressione della fede interiore di un popolo che confida in Maria e a Lei affida ansie, timori, gioie e speranze, perché Lei interceda presso il suo divin Figlio.

Immacolata Concezione, chiesa di Chiesa di San Agostino, Catania. Opera di Antonio Licata (1820) – Foto di Renáta Sedmáková – stock.adobe.com

Tra le processioni più importanti e partecipate sull’isola, che anche quest’anno salteranno a causa delle misure imposte per il contenimento della pandemia di coronavirus, c’è quella di Scordia in provincia di Catania, che si tiene il 7 di dicembre nella chiesa di San Rocco, dove i giovani portavano in processione croci di canna con ampi panni con l’immagine dell’Immacolata.

A Siracusa la notte del 7 dicembre è consuetudine che la banda suoni per le vie di Ortigia, dalle tre fino alle cinque del mattino, ora in cui si svolge la funzione religiosa con la celebrazione della messa. A Calatafimi Segesta, nel Trapanese, si svolge una suggestiva e partecipata processione notturna. Un’infinita scia di fuoco alimentata dalle tipiche “ciaccule di disa” attraversa le vie del centro storico tra il suono delle tradizionali “vuciate” rivolte alla Madonna. A Canicattì, in provincia di Agrigento, la vigilia dell’Immacolata è tradizione accendere i Vamparotti ossia grandi falò, preparati in ogni quartiere.

Saltate le tradizionali processioni, mercatini, fiere e tutto quello che inevitabilmente comporta assembramento, non saltano di certo i tradizionali pranzi tipici. Piatto tipico di questa festività è lo “Sfinciuni”, una focaccia condita con salsa di pomodoro, cacio cavallo e acciuga. Insieme allo “Sfinciuni” troviamo i Cardi in pastella ed il Baccalà fritto con la “passolina”. In molte città è anche diffusa la tradizione delle “Muffulette”, le focaccine nel cui impasto si mettono semi di finocchio, condite con olio nuovo e origano di montagna.

Come si può facilmente intuire, sono i dolci a rendere unica e inimitabile la festa dell’Immacolata in Sicilia. Immancabile la “Petrafennula”, un torrone a base di mandorle, miele, bucce di arancia e di cedro. Le “Mustazzola”, tipici biscotti ericini impastati con il miele, “I viscotta ri ficu”, particolari biscotti ripieni di pasta di fichi e cosparsi di zucchero colorato. Dolce principe delle festività dell’Immacolata è il “Cuccidatu”, il buccellato, che con la sua tipica forma rappresenta simbolicamente la corona di stelle, “u stellariu” della Madonna. È realizzato con pasta frolla ripiena di fichi secchi, uva passa, mandorle e scorze d’arancia.

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