Tradizioni

Vendemmia precoce anche quest’anno in Sicilia ma con buoni auspici di qualità. Storia e tradizioni

E’ cominciata, ancora in anticipo, la vendemmia 2021 in Sicilia, conseguenza delle alte temperature di questa estate che hanno accelerato la maturazione dei grappoli. Ed è subito festa nei campi, nei cuori e nell’economia siciliana. Si azzarda una previsione, anzi v’è certezza, che questa sarà un’ottima annata, con uva e vini di pregiata qualità, raggiunta senza mai perdere di vista la sostenibilità e la biodiversità. Fattori importanti nella lavorazione e cura di questo importante prodotto, volano fondamentale dell’economia dell’isola.

Foto di form PxHere

Il nostro vino é apprezzato in tutto il mondo e, come dice Francesco Ferreri, presidente della Coldiretti Sicilia – “Anche durante la pandemia siamo riusciti a mantenere un export adeguato con una leggerissima flessione”. E aggiunge – “Oggi, nel riscatto post pandemico non manca mai una buona bottiglia a tavola come simbolo di rinascita”. “Bisogna proseguire su questa strada – conclude il presidente – con un brand ‘Sicilia’ che è sempre più allettante, simbolo di competenza e qualità”.

Gli estimatori, gli appassionati e i cultori del buon vino aspettano con piacere di assaporare questo nettare degli dei 2021 non appena saranno portate a termine le varie fasi che precedono l’imbottigliamento, cioè fermentazione e affinamento.

La vendemmia è, certamente, una tra le attività più tradizionali. Solitamente si effettua nel mese di Settembre, ma negli ultimi anni abbiamo assistito, per l’aumento delle temperature, a vendemmie precoci, nel mese di Agosto.

La vendemmia riveste un grande valore storico e antropologico, tramandato di generazione in generazione, attraverso metodi e tradizioni antiche. Si va dalla pigiatura dell’uva con i piedi, accompagnata da canti e tanta allegria. Sulle vie, nelle trazzere, nei cortili, nei bagli, una fila di trattori, cassette colme del prezioso frutto, tavolate, cene e tante bevute in compagnia. Uno di quei momenti durante i quali si perpetuano i più puri e sani sentimenti di convivialità, festa e armonia, in particolare in quegli appezzamenti di viticoltura a conduzione familiare. Partecipano a questa festa amici, parenti e vicini di casa, tutti insieme a lavorare nelle vigne per poi festeggiare.

In Sicilia, la vendemmia ha radici lontane; era, per le famiglie, la principale fonte di guadagno, la più remunerativa tra le varie attività agricole. Nei grandi appezzamenti di viticoltura, bisognava cercare manodopera. Ed erano i più umili, persino le donne, coloro che non possedevano terreni da coltivare, che partecipavano alla vendemmia, dormendo nei locali del padrone. Ricevevano una paga giornaliera e un pasto semplice. A conclusione della giornata iniziavano i canti e i balli per una o due ore accompagnati da cembali, zufoli, pifferi e cornamuse.

Oggi la viticoltura si fa con mezzi e strumenti tecnologici e si è giunti a produrre vini, sempre, di più alta qualità. Questo settore si avvale inoltre di nuovi protagonisti, soprattutto giovani agricoltori. Si registra il ritorno dei giovani alla terra, soprattutto di giovani che hanno percorsi di studi nel settore, e ciò porta energie nuove, competenze fresche, una ventata di rinnovata euforia e fiducia nel futuro.

Nel mondo del vino si è inserito negli ultimi anni l’enoturismo attraverso il quale si promuove e si diffonde, assieme alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio, anche il cibo e il vino, allo scopo di far conoscere e diffondere la storia della produzione vitivinicola, i sapori e gli odori della cucina siciliana ed assicurare un futuro alle nuove generazioni. 

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