Dolci

“Pupi cu l’ova”: i dolci della tradizione pasquale siciliana simbolo della rinascita

Pupa cu lova

Pupa cu l’ova

Si tratta di pani o paste dolci di diversa grandezza e dalle forme svariate, sopra ed entro le quali vengono racchiuse delle uova sode. In passato questo dolce veniva regalato ai più piccoli e ad ognuno di loro veniva associata una forma diversa: la “Pupa”, ovvero la bambola, era destinata alle femminucce, “U Jadduzzu”, il gallo, era offerto ai maschietti, mentre quello a forma di cuore, era destinato ai più grandi, ed era il regalo pasquale preferito dagli innamorati. Nel tempo, rispetto alla classica decorazione tradizionale con semi di sesamo e papavero, al dolce si sono aggiunti nuovi elementi decorativi, come la glassa di zucchero, albume e limone che una volta veniva stesa con una penna di gallina.
Preparazione 50 minuti
Cottura 20 minuti
Tempo totale 1 ora 10 minuti
Portata Dolci
Cucina Siciliana
Porzioni 8

Ingredienti
  

Per l'impasto

  • 500 g di farina 00
  • 150 g di zucchero
  • 120 g di strutto
  • 2 uova
  • 50 ml di latte
  • Una bustina di vanillina
  • Mezza bustina di lievito per dolci

Per decorare

  • 6 uova sode
  • 180 g di zucchero a velo
  • Il succo di mezzo limone
  • 2 cucchiai di acqua
  • Q.b. zuccherini colorati
  • Q.b. chiodi di garofano

Istruzioni
 

  • Impastate la farina insieme allo zucchero, lo strutto, le uova, la vanillina, il latte e il lievito per dolci.
  • Formate la figura che volete e nel centro inserite l’uovo sodo.
  • Infornate in forno statico a 180° per 15/20 minuti
  • Sciogliete lo zucchero a velo in qualche cucchiaio d'acqua e aggiungete il succo di limone, in modo da ottenere una glassa bianca.
  • Cospargete le figure con la glassa e decorate con gli zuccherini colorati e i chiodi di garofano.

Pupi cu l’ova: simbolo della Pasqua siciliana

I pupi cu l’ova sono dolci pasquali della tradizione siciliana, spesso considerati piccole opere d’arte. L’uovo richiama la rinascita della natura e, nella simbologia cristiana, la resurrezione e la speranza, motivo per cui compare in molte preparazioni della Pasqua.

I diversi nomi nell’isola

La preparazione cambia nome secondo la località: a Trapani è campanaru o cannatuni, a Palermo pupu ccù l’ovu, nel Nisseno cannileri, ad Agrigento panaredda, a Siracusa cuddura cull’ovu e a Catania palummedda. Anche forme e decorazioni riflettono le tradizioni familiari.

Impasto, forma e uovo sodo

Impastate farina, zucchero, strutto, uova, vanillina, latte e lievito fino a ottenere un composto uniforme. Modellate la figura desiderata, inserite al centro un uovo sodo e fissatelo con strisce di pasta, mantenendo uno spessore regolare per favorire una cottura omogenea.

Cottura, glassa e decorazione

Cuocete in forno statico a 180 °C per circa 15-20 minuti, controllando la doratura. Una volta freddi, preparate una glassa con zucchero a velo, poca acqua e succo di limone; distribuitela sui dolci e completate con zuccherini colorati e chiodi di garofano.

Perché nei pupi cu l’ova si usa l’uovo?

L’uovo è un antico simbolo di rinascita e nella tradizione cristiana richiama la resurrezione e la speranza pasquale.

L’uovo deve essere cotto prima?

Sì, in questa ricetta si utilizza un uovo sodo, inserito nella figura prima della cottura in forno.

Quali forme si possono realizzare?

Sono tradizionali cestini, colombe, campane e figure umane, ma potete modellare l’impasto seguendo la tradizione della vostra zona.

Quando si aggiunge la glassa?

Applicatela soltanto quando i dolci sono completamente freddi, altrimenti diventerà troppo liquida e scivolerà via.

Come si conservano?

Conservateli in un contenitore chiuso in un luogo fresco; per la presenza dell’uovo sodo è preferibile consumarli in tempi brevi.

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