Leggende

A un passo dal matrimonio,il destino cambiò tutto:gli sposi di Monte Cofano diventati leggenda

Tra le pareti rocciose di Monte Cofano e il mare della Sicilia occidentale esiste un tratto di sentiero conosciuto come “U passu a Zita”, il passo della sposa. Un nome tramandato nel tempo, legato a una delle leggende più struggenti dell’Agro ericino: la storia di due giovani sposi inghiottiti dalle onde proprio nel giorno in cui avrebbero dovuto celebrare il loro matrimonio.

Ancora oggi, quando il mare si increspa ai piedi della montagna, la tradizione popolare immagina il lungo velo bianco della giovane sposa fluttuare tra le acque.

Quando l’Agro ericino faceva capo a Monte San Giuliano

In passato Erice era conosciuta con il nome di Monte San Giuliano e il suo territorio era molto più esteso di quello attuale. Ne facevano parte anche le terre che in seguito sarebbero diventate i comuni di Custonaci, San Vito Lo Capo, Buseto Palizzolo e Valderice.

Secondo il racconto tramandato dagli abitanti del luogo, le giovani coppie che vivevano nei centri a valle dovevano raggiungere il palazzo comunale sulla vetta per completare gli adempimenti necessari al matrimonio.

Il cammino era lungo e faticoso. Si procedeva a piedi o a dorso di mulo, seguendo antiche trazzere e sentieri che attraversavano le campagne, salivano tra le colline e costeggiavano le pareti di Monte Cofano.

Il corteo nuziale diretto a Erice

La leggenda racconta che, durante una luminosa mattina di primavera, una giovane coppia proveniente da San Vito Lo Capo si mise in viaggio verso Monte San Giuliano.

La sposa indossava un magnifico abito bianco e un lungo velo di pizzo, cucito pazientemente dalla madre. Viaggiava in testa al corteo, in groppa a un asino condotto per le briglie dal padre. Dietro di lei avanzavano lo sposo, i familiari e alcuni amici, tutti diretti verso la vetta per celebrare le nozze.

Il gruppo percorse il sentiero che costeggiava le pendici di Monte Cofano e che, passando dalla zona di Linciasella, avrebbe permesso di proseguire verso Erice. Nulla sembrava poter turbare quel giorno di festa.

Il serpente apparso lungo il sentiero

Giunto in prossimità dell’edicola di San Nicola, il corteo affrontò uno dei passaggi più stretti e pericolosi del cammino, sospeso tra la montagna e il mare.

All’improvviso un serpente attraversò il sentiero, strisciando tra gli zoccoli dell’asino. L’animale, spaventato, cominciò a indietreggiare e a scalciare. Il padre della sposa tentò di trattenerlo per le briglie, ma ogni sforzo fu inutile.

In pochi istanti l’asino perse l’equilibrio e precipitò dalla scogliera, trascinando con sé la giovane sposa.

L’ultimo gesto dello sposo

Vedendo la sua amata precipitare, lo sposo non esitò. Si lanciò in mare nel disperato tentativo di raggiungerla e salvarla.

I due giovani scomparvero tra le onde sotto gli occhi attoniti dei familiari e degli amici. Secondo la leggenda, i loro corpi non furono mai ritrovati.

Quello che avrebbe dovuto essere un giorno di festa si trasformò così in una tragedia destinata a rimanere nella memoria degli abitanti del territorio.

Il velo bianco tra le onde di Monte Cofano

Da allora quel tratto del sentiero viene ricordato come “U passu a Zita”. Il nome conserva la memoria della giovane sposa e dell’estremo gesto d’amore del suo compagno.

La tradizione popolare racconta che, in alcune giornate, sia possibile scorgere tra le onde qualcosa di bianco e leggero. Per alcuni è soltanto la schiuma del mare; per altri è ancora il velo della sposa, sospinto dalle correnti ai piedi della montagna.

Realtà e immaginazione si confondono, come spesso accade nelle leggende nate per dare un significato ai luoghi e custodire il ricordo di chi li ha attraversati.

Monte Cofano, una montagna avvolta dalle leggende

La Riserva di Monte Cofano non è soltanto uno straordinario patrimonio naturalistico. I suoi sentieri, le grotte, le torri e le piccole edicole votive conservano storie tramandate per generazioni.

Tra queste anche la leggenda della Bufara e dell’Omu di Cofanu e quella del Crocifisso di Cofano. Racconti nei quali il paesaggio diventa protagonista e il confine tra storia, fede e immaginazione sembra dissolversi davanti al mare.

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