Tradizioni

La pigna, un simbolo di buon augurio dai tempi dell’antica Roma

Sulla “pigna” aleggia una leggenda che nasce in Germania. Qui viveva una famiglia molto povera che decise di raccogliere questi frutti legnosi nella vicina foresta, pensando di usarne in parte per bruciarli nel camino e così riscaldare la gelida casa, in parte per venderli e poter comprare del cibo con cui sfamarsi. Ma non appena raccolte e messe nel cesto, la capofamiglia udì la voce di un elfo che le domandava perché le rubasse. Lei gli raccontò, tristemente, la sua vita povera. Il piccolo elfo, abitante dei boschi, allora, le suggerì di raccogliere le pigne di un’altra foresta, perché, le disse, che lì ce n’erano di più belle.

Pigne siciliane realizzate da “La Bottega del Coccio” di Trapani 3383915962 – Foto di CustonaciWeb

La donna andò nella foresta indicatale dall’elfo, ma, stanca, cadde addormentata sotto un grande pino. La svegliò una pigna caduta sulla sua testa e ancora altre e altre. La donna le raccolse e tornò di gran volata a casa. Appena varcata la soglia si accorse con stupore che le pigne erano diventate d’argento. Corse a venderle e ne ricavò talmente tanto denaro da non dover più soffrire né la fame né il freddo. Da allora, la gente del paesino, tiene in casa una piccola pigna d’argento come portafortuna.

La pigna e i suoi tanti significati

Facendo un grande salto nel passato, troviamo che all’inizio la pigna fu associata all’uovo cosmico da cui si credette fosse nato il mondo; in seguito si collegò alla ghiandola pineale dove si riteneva risiedesse l’anima. Inoltre, dato che la pigna è il frutto di un sempreverde, rappresenta la forza e l’eternità e, proprio per l’abbondanza dei semi che ingloba, è sempre stata associata alla fecondità. Proprio per questo nella tradizione contadina si adornava la camera da letto degli sposi con le pigne; anche le testiere dei letti in ferro battuto erano rappresentate da pigne, il tutto per augurare fecondità e salute.

Pigne siciliane realizzate da “La Bottega del Coccio” di Trapani 3383915962 – Foto di CustonaciWeb

Nella  tradizione popolare Siciliana si è diffusa l’usanza che fosse  utile e propizio regalare delle pigne da appendere sopra la porta di casa come augurio di salute e buona fortuna alla famiglia che vi abita, un simbolo già in uso presso i romani e nella simbologia cristiana. La troviamo sui balconi, sui cancelli di antiche ville e giardini e, come metaforico ponte tra l’umano e il divino, sulle facciate di chiese, conventi e, persino, sui troni di re e pontefici.

Le abili mani dei maestri ceramisti siciliani le realizzano di ogni dimensione e colore; dal bianco all’avorio, dal verde ramina al bordeaux, dal turchese al blu cobalto; sono utilizzate come bomboniere, complementi d’arredo, decorazioni di interni ed esterni e in  rosso fuoco per Natale o come ferma documenti sulle scrivanie degli uffici contro gli influssi negativi.

Premio Internazionale di Sicilianità “Pigna d’Argento”

L’Accademia di Sicilia, nel quadro delle sue attività istituzionali, nel 1988, ha creato il premio internazionale di sicilianità “Pigna d’Argento” da attribuire annualmente ad insigni cittadini che, nati od operanti in Sicilia, si sono particolarmente distinti, ciascuno nel proprio settore professionale, dando della nostra Terra un’immagine di operosità e di cultura.

“Conferito ad insigni personalità impegnate per il bene della collettività, il giusto riconoscimento donando loro un simbolico oggetto che rappresenta la Sicilia, con le sue contraddizioni, il suo patrimonio umano ed artistico, i suoi talenti e le caratteristiche storiche di un popolo che si è sempre distinto con genialità, intelligenza e creatività in ogni angolo della Terra!

“Il 15 settembre 2004, inoltre, abbiamo avuto l’onore e la gioia di consegnare la Speciale Pigna d’Oro per la Pace a San Giovanni Paolo II, Sommo Pontefice, alla presenza di migliaia di persone plaudenti.”

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