Dialetto Siciliano

“Scaccia serpi chi natichi”: la raffinata arte di tirare la pietra e nascondere la mano

In Sicilia non esistono solo i modi di dire. Esistono capolavori linguistici. E “Essiri scaccia serpi chi natichi” è uno di quelli che ti fanno sorridere ancora prima di capirne il significato.

Perché già dal suono capisci che non stiamo parlando di una persona qualunque. Qui siamo davanti a una categoria umana ben precisa. Non il cattivo dichiarato. Non l’irruento che sbatte i pugni sul tavolo. No. Qui parliamo del professionista della mossa sottile.

È, in fondo, la versione siciliana di “tirare la pietra e nascondere la mano”. Solo che il dialetto riesce a dirlo meglio. Più diretto. Più teatrale.

Lo “scaccia serpi chi natichi” è quello che combina il guaio con una naturalezza disarmante. Dice la frase giusta al momento giusto. Inserisce il dubbio. Lancia la mezza parola, quella apparentemente innocua. La sua piccola “pietra”. E poi si sistema tranquillo, come se non fosse successo nulla. Mentre gli altri discutono, lui ha già finito il caffè.

Non attacca frontalmente. Non si espone. Fa tutto con una calma elegante, quasi raffinata. È quello che durante una riunione dice: “Io non voglio dire niente…” e nei cinque minuti successivi ha detto esattamente tutto. È quella che “non vuole creare problemi”, ma casualmente li crea tutti.

La genialità sta proprio lì: formalmente non ha fatto niente di sbagliato. Nessuna parola fuori posto, nessun gesto plateale. Solo una leggera inclinazione degli eventi. Una piccola spinta nella direzione giusta. La pietra è partita, ma la mano? Nessuno l’ha vista.

In Sicilia, però, questo modo di dire non è solo un’accusa. È anche una forma di riconoscimento. Perché per muoversi così serve intelligenza sociale, autocontrollo e una buona dose di sangue freddo. È teatro umano allo stato puro. È psicologia applicata alla vita di paese.

E quando qualcuno sussurra: “Chistu è propriu scaccia serpi chi natichi”, non sta solo criticando. Sta fotografando un carattere. Sta riconoscendo quella rara capacità di far succedere le cose… senza mai sembrare il protagonista.

I modi di dire siciliani sono così: racchiudono psicologia, ironia e saggezza popolare in poche parole potentissime. E questa espressione è una delle più riuscite. Perché non descrive un’azione. Descrive un carattere.

Si muovono in silenzio, con aria innocente, e quando il clima si surriscalda… stranamente loro sono già seduti, tranquilli, a guardare la scena. Non cercano applausi. Cercano di non essere scoperti. E molto spesso, bisogna ammetterlo, ci riescono.

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