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Oggi si festeggia S. Francesco, il povero d’Assisi, patrono d’Italia, santo di pace e di fraternità

Il 4 ottobre l’Italia celebra San Francesco d’Assisi, il suo patrono. Dal 2026 la ricorrenza è tornata a essere festa nazionale, nell’anno in cui cadono gli ottocento anni dalla morte del santo.

Francesco nacque ad Assisi tra il 1181 e il 1182, figlio di Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe. Trascorse una giovinezza agiata, con il sogno di diventare cavaliere. Nel 1202 partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia e rimase prigioniero per circa un anno.

Il ritorno a casa segnò l’inizio di un cambiamento profondo. Francesco rinunciò all’eredità paterna, si dedicò ai lebbrosi e scelse di vivere il Vangelo in povertà. Attorno a lui si raccolsero i primi compagni e nel 1209 Francesco diede vita all’Ordine dei Frati Minori, i francescani. Papa Onorio III ne approvò la regola definitiva nel 1223.

Il sultano e il presepe di Greccio

Nel 1219, in piena quinta crociata, Francesco raggiunse Damietta, in Egitto, e incontrò il sultano al-Malik al-Kamil. La guerra non si fermò, ma quel dialogo disarmato resta uno degli episodi più noti della sua vita. Nel Natale del 1223 volle a Greccio una rappresentazione della nascita di Gesù, da cui la tradizione fa discendere il presepe.

Il Cantico delle creature, tra i primi testi della letteratura italiana

Francesco compose il Cantico delle creature, detto anche Cantico di frate Sole, negli ultimi anni di vita, quando era malato e quasi cieco. La tradizione lo colloca a San Damiano, tra il 1224 e il 1226. È scritto in volgare umbro e non in latino, perché potesse essere capito e cantato da tutti.

Il testo è una lode a Dio attraverso il sole, la luna, le stelle, il vento, l’acqua, il fuoco e la terra, chiamati fratelli e sorelle. Gli ultimi versi, dedicati al perdono e a “sora nostra morte corporale”, sarebbero stati aggiunti poco prima della morte. Per questo sguardo sul creato Giovanni Paolo II lo ha proclamato nel 1979 patrono dei cultori dell’ecologia.

Le stigmate, la morte e la canonizzazione

Nel settembre del 1224, durante un ritiro sul monte della Verna, Francesco ricevette secondo la tradizione le stigmate. Morì ad Assisi la sera del 3 ottobre 1226, a circa 44 anni. Meno di due anni dopo, il 16 luglio 1228, papa Gregorio IX lo proclamò santo.

Perché il 4 ottobre è tornato festa nazionale

Il 18 giugno 1939 Pio XII proclamò Francesco patrono d’Italia. Da allora lo accompagna una definizione diventata proverbiale: il più italiano dei santi, il più santo degli italiani.

Nel 1977 il 4 ottobre smise di essere un giorno festivo, sorte condivisa con altre ricorrenze come San Giuseppe. La legge n. 151 dell’8 ottobre 2025 lo ha riportato tra le feste nazionali a partire dal 2026, in coincidenza con l’ottavo centenario della morte.

Le tracce francescane in Sicilia

La presenza francescana in Sicilia risale ai primi decenni del Duecento. Secondo le biografie antoniane, nel 1221 Sant’Antonio da Padova approdò sulle coste dell’isola dopo una tempesta e da qui partì per Assisi, dove incontrò Francesco. A quel passaggio è legato il santuario scavato nella roccia di Capo Milazzo.

Chiese e conventi intitolati al santo si trovano in molte città siciliane. Tra le più scenografiche c’è la chiesa di San Francesco a Mazara del Vallo, con il suo interno barocco.

Perché San Francesco si festeggia il 4 ottobre se morì il 3?

Morì dopo il tramonto del 3 ottobre. Secondo l’uso liturgico del tempo il nuovo giorno iniziava con i vespri, quindi la data fu computata come 4 ottobre.

Il 4 ottobre si lavora?

Dal 2026 è un giorno festivo a tutti gli effetti, con uffici pubblici e scuole chiusi. Chi lavora ha diritto al trattamento previsto dal proprio contratto per le festività.

Chi è l’altra patrona d’Italia?

Santa Caterina da Siena, proclamata insieme a Francesco nel 1939. La sua festa cade il 29 aprile.

Dove si trova la tomba di San Francesco?

Nella cripta della Basilica di San Francesco ad Assisi, dove il corpo fu traslato nel 1230.

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