Archeologia

Le catacombe di San Giovanni a Siracusa: tutto il fascino e il segreto della vita e della morte

A Siracusa, nelle vicinanze del Parco Archeologico e del Santuario della Madonna delle Lacrime, appena fuori città, ci imbattiamo nella Basilica di San Giovanni Evangelista. Una chiesa a cielo aperto, con il bel rosone in pietra bianca e l’elegante portico in stile gotico-catalano, la Basilica di San Giovanni Evangelista racconta come nel tempo, corpi ed elementi decorativi di varie epoche, sanno creare un collage armonico, unico ed irripetibile. Nei secoli la basilica è stata danneggiata. L’ultima significativa trasformazione risale al terremoto del 1908 che la privò definitivamente della copertura.

Catacombe di San Giovanni a Siracusa – Foto di Sergio Bertino – Shutterstock

Attraverso una scala in pietra, posta sul lato settentrionale di quel che rimane della Basilica di San Giovanni Evangelista, si accede alla Cripta bizantina. Secondo la tradizione cristiana, la chiesa ipogeica, che si trova a circa cinque metri sotto il livello stradale, venne costruita nel luogo in cui fu sepolto san Marciano, primo vescovo di Siracusa che, inviato da san Pietro nell’anno 39 d.C, avrebbe predicato il Vangelo e fondato la prima comunità cristiana del mondo occidentale.

Le Catacombe

Nei sotterranei con la Cripta di San Marciano troviamo la Catacomba di San Giovanni, la catacomba più grande di Siracusa, un luogo che ci affascina per bellezza e storia. Nelle sue grandi gallerie sotterranee, come un labirinto scavato nella roccia calcarea, avvertiamo un’atmosfera carica di storia, respiriamo l’aria della pace eterna inoltrandoci nei segreti più intimi della vita che si respira oltre la morte, un luogo straordinario per bellezza e storia.

Siracusa – Catacombe di S Giovanni Evangelista – Foto di Giovanni Dall’OrtoWikimedia Commons

La catacomba di San Giovanni di Siracusa è caratterizzata da una galleria principale dalla quale si aprono altre dieci gallerie secondarie chiamate Cardines. Queste gallerie conducono ad alcune cappelle di forma circolare, vecchie cisterne dove prima si raccoglieva l’acqua piovana che si infiltrava nei sotterranei, successivamente riutilizzate per la sepoltura di personaggi illustri.

Le sepolture variano a seconda del personaggio: ci sono i semplici loculi e altri tipi di sepolture più ricercate. Ma in una di queste gallerie secondarie ci imbattiamo in una tomba particolare. E’ una sorta di arca scavata nella roccia, la cui lastra di copertura presenta tre fori sulla superficie. E scopriamo che trattasi del Refrigerium, cioè “il rinfresco”, un luogo destinato al banchetto funebre che aveva lo scopo di “nutrire” l’anima del defunto e di favorirne il passaggio alla vita eterna. Questi fori servivano per permettere ai parenti di offrire ai loro defunti cibo per consolarli e nutrirli durante il passaggio all’altra vita.

I sarcofagi e le importanti epigrafi

Nel 1872 l’archeologo Saverio Cavallari, allora direttore delle Antichità di Sicilia, trovò in una di quelle cisterne uno dei sarcofagi più importanti del mondo cristiano antico su cui spicca la scena della Natività di Gesù, ritenuta “il più antico presepe del mondo“.

Successivamente: l’iscrizione di Euskia, rinvenuta dall’archeologo Paolo Orsi nel 1894, rappresenta la testimonianza più antica della devozione e del culto di Santa Lucia a Siracusa.

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