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La chiesa di S. Giuliano a Erice e la leggenda del Santo che scacciò i saraceni dalla città

Nascosta tra le strette stradine in pietra del borgo medievale, in posizione sopraelevata rispetto alla strada, si trova la splendida chiesa di San Giuliano, costruita, secondo la tradizione, per volere di conte Ruggero d’Altavilla per ringraziare il Santo, martire nel 254 d.C, che lo aveva aiutato a cacciare gli Arabi dalla città. San Giuliano, detto il liberatore, infatti è raffigurato con le sembianze di un guerriero armato di spada e falcone.

Erice – Chiesa di San Giuliano – Navata centrale – Foto di CustonaciWeb

Sembra più accreditata l’ipotesi che la costruzione della chiesa invece risalga ai primi secoli del Cristianesimo. Subì vari rimaneggiamenti nel tempo e nel 1927 fu chiusa a causa di un crollo. Riaperta, dopo quasi 80 anni, il 26 dicembre 2005. Custodisce i gruppi statuari dei Misteri che rappresentano la morte e la passione di Cristo e che percorrono, ogni Venerdì Santo, le strade del bellissimo borgo medievale.

Erice – Chiesa di San Giuliano – Foto di CustonaciWeb

La chiesa ha tre navate ed è ricca di stucchi barocchi. Ha una facciata con portale e nicchia rinascimentale. A lato si erge il campanile stile tardo barocco con una copertura a “pagota” fatto erigere in tempi successivi. Storicamente ha rivestito un’importanza rilevante tanto da dare il nome di Monte San Giuliano all’odierno Monte Erice, nome che mantenne fino al 1934.

La leggenda di San Giuliano

Narra la leggenda che, nel 1077, i normanni, dopo aver conquistato Trapani si avviarono verso Erice per scacciare i musulmani, che si trovavano asserragliati in cima al monte, per liberarla da essi. Data la resistenza del nemico, i normanni invocarono l’intervento di San Giuliano affinchè li aiutasse nella loro impresa. Secondo la leggenda, in quel momento, apparve ai soldati un cavaliere su un cavallo bianco, accompagnato da un gruppo di cani. Indossava un mantello rosso e impugnava con la destra la spada, reggendo un falcone con la sinistra. Spronando i cani e guidando il cavallo riuscì a terrorizzare e scacciare i musulmani dalla città. Riconoscenti dell’aiuto dato da San Giuliano, i Normanni edificarono una chiesa intitolata al Santo e stabilirono che da quel momento in poi Erice si chiamasse Monte San Giuliano.

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