Il “buttigghiatu”: la conserva di pomodoro che profuma di famiglia e d’estate
La preparazione domestica della conserva di pomodoro è una tradizione diffusa in molte regioni italiane, soprattutto nel Centro-Sud. In Sicilia questo antico rito familiare viene comunemente chiamato “buttigghiatu”: una lunga giornata di lavoro e condivisione durante la quale i pomodori maturi dell’estate vengono trasformati in passata e conservati nelle bottiglie per l’inverno.
È un lavoro senza dubbio faticoso, che spesso comincia all’alba e termina soltanto a tarda sera. Eppure, l’atmosfera di convivialità che lo accompagna riesce a trasformarlo in una festa e in un’occasione per riunire familiari, vicini di casa e amici.
La preparazione del “buttigghiatu”
Un tempo la conserva si preparava soprattutto nelle verande, nei cortili e nei giardini. Al centro veniva sistemata una lunga tavola, spesso ricoperta da colorate tovaglie cerate.
Sopra trovavano posto grandi bacinelle piene d’acqua, utilizzate per lavare le bottiglie di vetro conservate con cura durante tutto l’anno. La stessa tavola diventava poi il piano di lavoro per l’imbottigliamento della passata.
A terra venivano distesi grandi teli sui quali si sistemavano enormi quantità di pomodori maturi. Nel frattempo si accendeva il fuoco e, sopra le fiamme, un grande pentolone accoglieva i pomodori destinati a essere bolliti e successivamente passati.
Una festa per tutta la famiglia
Durante la preparazione del buttigghiatu, ogni componente della famiglia aveva un compito. Anche i bambini venivano coinvolti e spesso spettava proprio a loro inserire una fogliolina di basilico nel collo di ogni bottiglia, prima che fosse riempita e sigillata.
Sono immagini custodite nella memoria di intere generazioni: le grida allegre dei bambini che correvano nei cortili, l’odore del fuoco e del pomodoro in cottura, il sapore leggermente acre e dolciastro dei pomodori appena bolliti. E poi quel lieve bruciore provocato dal succo di pomodoro che, sotto il sole, poteva irritare la pelle.
I più piccoli non percepivano la fatica degli adulti. Ai loro occhi, quella lunga giornata di lavoro appariva semplicemente come una grande festa.
Perché preparare la passata di pomodoro in casa
In Sicilia e in molte zone del Sud Italia sono ancora numerose le famiglie che dedicano un fine settimana estivo alla preparazione della conserva.
I vantaggi sono diversi: si risparmia, si riutilizzano centinaia di bottiglie e barattoli di vetro e, soprattutto, si porta in tavola un prodotto genuino, preparato con ingredienti scelti personalmente. “Sai soccu mangi”, dicevano spesso le nonne: sai che cosa mangi.
La passata fatta in casa diventa poi un ingrediente prezioso per molte ricette della cucina siciliana, dai sughi più semplici a piatti simbolo come la pasta alla norma. È inoltre indispensabile nella preparazione della parmigiana di melanzane, una delle ricette che meglio racchiudono i profumi e i sapori dell’estate.
La passata non è però l’unico modo con cui, tradizionalmente, i siciliani conservano il pomodoro. Un’altra preparazione legata alla vita nei cortili e alle lunghe giornate estive è lo strattu siciliano, il concentrato di pomodoro lasciato asciugare lentamente al sole.
Il buttigghiatu rappresenta quindi una scelta di qualità e un gesto rispettoso dell’ambiente. Il suo valore più grande, tuttavia, non si misura soltanto nel numero di bottiglie riempite. Risiede nel tempo trascorso insieme, nella collaborazione tra generazioni e nella trasmissione di gesti imparati osservando genitori e nonni.
La bollitura delle bottiglie
La lunga giornata di lavoro si conclude con la sterilizzazione delle bottiglie. Tradizionalmente si utilizzavano grandi pentoloni o barili di ferro, all’interno dei quali le bottiglie venivano sistemate con cura e fatte bollire.
Questa fase è indispensabile per conservare correttamente la passata e creare una scorta capace di riempire la dispensa per tutto l’inverno.
Il risultato ripaga ogni fatica: file di bottiglie che racchiudono il colore, il profumo e il sapore dell’estate siciliana.
Una bottiglia piena di ricordi
Il buttigghiatu non è soltanto una conserva di pomodoro. È un rito familiare, un patrimonio di ricordi e una tradizione capace di unire le persone.
Le bottiglie riempiono le dispense, ma spesso finiscono anche nelle valigie di chi vive lontano dalla Sicilia. Rappresentano un piccolo pezzo di casa da portare con sé, una dose di estate siciliana da assaporare durante tutto l’anno, ovunque ci si trovi.
Sono simili alle bottiglie affidate al mare con un messaggio custodito al loro interno. In quelle del buttigghiatu, insieme alla passata di pomodoro, viaggiano l’affetto della famiglia, la memoria delle estati trascorse insieme e il desiderio di tornare a casa.