Tradizioni

Oggi è San Martino; secondo una curiosa tradizione la festa dei becchi e dei cornuti

Una volta, con la data dell’11 Novembre, nel giorno di San Martino, si chiudevano, in Romagna, i contratti di lavoro oppure se ne stipulavano altri. Tali contratti riguardavano i lavori in campagna e i rapporti tra i proprietari dei terreni e i contadini.

Era l’occasione per la compra-vendita del bestiame, dei trattori, dei carri agricoli e delle scorte alimentari, ricavate dalla lavorazione dei campi. Era quindi un’occasione di festa, di incontri, di patteggiamenti. Tra il bestiame in vendita c’erano anche i caproni e la fiera prendeva simpaticamente il nome di Fiera dei Becchi.

Nell’allegria e nell’euforia della festa, per tradizione e come simbolo connotativo, si usava appendere nella piazza del paese, in Santarcangelo di Romagna, grandi corna. E si diceva che tali corna vibrassero al passaggio di persone tradite; il tutto per creare ilarità, divertimento e animare la fiera.

La Fiera del bestiame di Santarcangelo di Romagna, ancora oggi, è conosciuta anche per la presenza, a livello nazionale, di cantastorie ed è un momento molto importante in questa stagione autunnale, un’occasione per richiamare turisti, visitatori; un’occasione per esporre prodotti e specialità gastronomiche di tutta la Romagna e anche di altre regioni d’Italia. La citta si colora con bancarelle, stand e per le vie si viene accolti da sapori e profumi che portano una nota di colore in quest’autunno che tende a ingrigire l’aria.

Importantissimo e di grande successo è il palio della Piadina. Si svolge in diretta, con spirito agonistico e divertita competizione, una gara tra “piadinari” improvvisati, non professionisti, che si sfidano brandendo mattarelli e creando piadine. Vince l’allegria, la simpatia e la festa.

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