Itinerari

Sicilia da scoprire: 5 luoghi imperdibili lontani dai tradizionali itinerari turistici

Parlando di vacanze in Sicilia, si pensa subito alle grandi città d’arte o alle spiagge bagnate dal mare turchese. Esistono pero alcuni luoghi meno conosciuti; piccole perle, dove il tempo sembra scorrere più lentamente lontano dal turismo di massa. Mete nascoste che sapranno stupirvi e conquistarvi attraverso un’esperienza di sicilianità più intima. Di seguito vi proponiamo una piccola lista dei luoghi che non potete assolutamente perdere.

La Grotta Mangiapane

Grotta Mangiapane, la più grande e la più famosa delle grotte presenti nel territorio di Custonaci. E’ alta circa 70 metri, profonda 50 e larga 13. Un bellissimo sito preistorico, un vero e proprio museo antropologico che si può visitare tutto l’anno.

Grotta Mangiapane – Foto di CustonaciWeb

Nell’Ottocento questo splendido angolo di vita fu trasformato in borgo e abitato fino agli anni ’50 dalla famiglia Mangiapane da cui ha preso il nome. La grotta fu adeguata alle esigenze della vita quotidiana di quegli anni, pertanto furono costruite, al suo interno, delle case, un forno, un mulino, una stalla per gli animali, e una cappella. Tutto quanto, funzionale alle attività di una vita rurale.

Nella grotta tutto è rimasto intatto, come se i suoi abitanti, più di un secolo fa, si fossero allontanati all’improvviso, per ritornare, facendo giungere fino a noi i loro effetti personali e gli attrezzi del loro lavoro quotidiano.

La bellezza nel paesaggio circostante lascia a bocca aperta. Il mare cristallino, dalle mille sfumature di turchese, circondato dalla natura incontaminata della riserva naturalistica di Monte Cofano, fa da cornice alla grotta. Un angolo di paradiso dove si intrecciano passeggiate e itinerari con percorsi ben definiti, in mezzo alla natura.

Borgo Parrini

Nel palermitano, precisamente a Partinico, nella frazione Parrini, si trova un piccolo borgo dall’atmosfera fatata ispirato ad Antoni Gaudì, architetto spagnolo, massimo esponente del modernismo catalano e padre di alcuni dei monumenti tra i più importanti e visitati al mondo come la Sagrada Familia di Barcellona, la Catedral de Mallorca e Casa Milà.

Dopo decenni di abbandono, grazie alla geniale idea dell’imprenditore Gaglio di ristrutturare alcune vecchie abitazioni, la piccola borgata è diventata un polo d’attrazione per turisti e curiosi.

Il piccolo borgo, oltre ad essere un punto di interesse storico ed artistico, offre, ai suoi visitatori, svariate eccellenze enogastronomiche come il Pane dei Parrini, i limoni, le pesche e gli ortaggi, che qui crescono grazie all’abbondante presenza di acqua.

Farm Cultural Park

Fondata nel 2010 da Florinda Saieva assieme al marito Antonio Bartoli, “Farm Cultural Park” ha trasformato il volto del centro storico di Favara, dando vita a un luogo attraente e colorato, fucina di idee e di iniziative culturali.

Farm Cultural Park – Foto di Giuseppe Zappalà

I due coniugi, grandi appassionati di arte contemporanea, sono partiti con l’idea di recuperare l’intero centro storico di Favara, senza ricorrere a fondi pubblici, e hanno creato un museo a cielo aperto, un centro di incontri, in quello che è il Cortile Bentivegna, un insieme di sette piccoli cortili sui quali si affacciano piccoli palazzi. Qui è possibile coniugare la tipica architettura del borgo siciliano con la contemporaneità di ciò che viene esposto. Qui vengono allestite mostre d’arte, temporanee e permanenti. Qui possono soggiornare artisti, vengono presentati libri, vengono svolti corsi.

Percorrere questo spazio, tra i cortili ben collegati tra loro, è trovarsi immersi in un luogo che trasuda fiaba. I palazzi bianchi mettono in risalto le numerose opere d’arte che s’intravedono e si affacciano mostrandosi in tutta la loro bellezza. Il Farm Cultural Park, meglio noto nel suo acronimo FCP, è uno spazio per tutti, adulti e bambini; un luogo da visitare, dove sperimentare, partecipare, assaggiare, comprare, dormire.

Il Teatro di Andromeda

Nato dall’idea di un visionario pastore di nome Lorenzo Reina, il teatro sorge sulle alture di Santo Stefano Quisquina, un piccolo villaggio in provincia di Agrigento. Da qui lo spettatore non può fare altro che godersi un panorama mozzafiato, dove i monti Sicani scorrono fino ad appiattirsi nel mare di fronte all’isola di Pantelleria.

Teatro di Andromeda – Foto di Mattia Barbera

Il teatro Andromeda è una perla di bellezza ammantata da un alone mitologico tramandato dalla cultura greca che si respira nella nostra isola. Come la bella e timida Andromeda, figlia della superba Cassiopea, anche il teatro nasconde la sua magnificenza agli occhi di molti. È necessario scalare una ripida salita per raggiungerlo, ma ciò che troverete lassù premierà ogni vostro sforzo.

La Fornace Perna

Fu una delle industrie più all’avanguardia del meridione. Fatta erigere dal Barone Penna e realizzata su progetto dell’ingegner Ignazio Emmolo, la Fornace, iniziata a costruire nel 1909, fu completata nel 1912 e da quel giorno si affaccia sul meraviglioso mare della provincia di Ragusa, Punta Pisciotto, sulla spiaggia di Sampieri a Scicli.

Fornace Penna – Foto di Penofoto

Un incendio, ancora oggi avvolto nel mistero, la distrusse in modo irreparabile. Inutilmente accorse l’intera popolazione, tra i marinai di Sampieri, gli agricoltori dei fondi vicini e i tanti operai, che persero il lavoro. La fabbrica andò in fumo tanto che, oggi, l’imponente rudere della Fornace Penna, dagli abitanti del posto è chiamato “‘u sabbilimientu bruciatu” (la fabbrica bruciata), mentre parecchi visitatori si recano a cercarne traccia dopo averla ripetutamente vista in un episodio del commissario Montalbano, come la Mannara.

Sampieri, piccolo borgo di pescatori, con un grazioso centro storico formato da stradine che fiancheggiano il mare di questa splendida spiaggia, oggi è un centro accogliente a vocazione turistica tanto che da borgo abitato da meno di mille persone tutto l’anno, in  estate si popola di numerosi visitatori. Assieme alla pesca e all’agricoltura, il turismo, per la bellezza del mare, della sua spiaggia e per il richiamo della Mannara, ha dato una decisiva svolta economica a questo grazioso centro che si affaccia sul mare.

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