Religione

I Misteri di Trapani: tra le processioni più lunghe d’Italia, uno dei riti pasquali più antichi e famosi di Sicilia

E’ una delle tradizioni pasquali siciliane più antiche e famose. E’ tra le processioni religiose più lunghe d’Italia e senza dubbia l’evento che più di tutti, a Trapani, è in grado di attirare intorno a sé migliaia di fedeli e devoti. Da più di 400 anni caratterizza l’identità religiosa, folkloristica e culturale del popolo trapanese: stiamo parlando della suggestiva e commovente processione dei Misteri del Venerdì Santo.

Già intorno all’origine del termine “Misteri” ruotano tante ipotesi. Ora lo si fa derivare da “ministero”, ossia mistero religioso, ma viene anche associato alla parola mestiere, seppur il termine, in questa accezione, risulta oggi poco usato. Ma le due ipotesi potrebbero sostenersi a vicenda dal momento che ogni gruppo sacro viene concesso, e questo da sempre, a corporazioni di arti e mestieri della città.

Trapani, processione dei Misteri, gruppo sacro “La ferita al costato”, ceto dei pittori – Foto di Lorenzo Gigantewww.trapaninostra.it

Si dice, da una parte, che la processione abbia origini spagnole, importata nel XVI secolo. Il nome originario sarebbe stato ‘Las Casazas’. L’altra tradizione vorrebbe invece che la festa sia nata dopo l’arrivo della Compagnia del Gesù in città nel 1581, gestita dalla Confraternita del preziosissimo Sangue e successivamente dalla Confraternita di San Michele.

I ‘Misteri’ sono venti, inizialmente erano solo sei; raffigurano la Passione e la Morte di Cristo: diciotto sono “Gruppi Sacri” e due sono i simulacri di Gesù Morto e di Maria Addolorata.

Trapani, Processione dei Misteri – Foto di Giuseppe Sanalitro, Esparco86 – Licenza CC BY-SA 4.0Wikimedia Commons

Ogni gruppo sacro, il più antico dei quali rappresenta l’Ascesa al Calvario, narra la passione di Cristo ed è espressione della grande maestria degli artigiani trapanesi. Le opere sono realizzate in legno, tela e colla e per l’occasione vengono addobbate con fiori e argenti. La processione si snoda, per circa 24 ore, per le vie della città accompagnata da tanta gente che l’aspetta in punti strategici o la segue dai balconi delle abitazioni. Molti i fedeli che l’accompagnano per parte se non addirittura per l’intero percorso.

La partenza avviene alle ore 14 del Venerdì Santo quando, i “Massari” e i giovani volontari, alzano in spalla questi gruppi seguendo un rituale prestabilito. Il “caporale“ con un colpo di “ciaccola“, strumento in legno simile alle nacchere, dà gli ordini per coordinare la messa in posizione sotto la “vara“. Per la famosa “aisata” viene battuto un primo colpo di ciaccula per indicare di prendere posizione e un secondo per dare il via al movimento del gruppo.

Trapani, processione dei Misteri, gruppo sacro “La Coronazione di Spine”, ceto dei fornai – Foto di Lorenzo Gigante

Tutto il percorso, che dura 24 ore, è uno spettacolo dove i colori e le preghiere si fondono con i profumi che si levano dai banchi posti lungo le vie. In questi si alternano dolci tipici e tra fiori, ceri e incensi si respira un’atmosfera che sa di religiosità, tradizione e folclore cittadino.
Oltre all’aisata, da sottolineare l’attunniata o vutata, ossia quella manovra di girare il carro verso qualcuno o qualcosa in segno di riverenza magari per ringraziare per aver ricevuto un’offerta, la picaccia. Dopo questi movimenti, le processioni si ricompongono, le bande ricominciano a suonare e, tra una ‘annacata’ e l’altra, viene percorso l’intero tragitto.

Trapani, processione dei Misteri, “Simulacro dell’Addolorata”, ceto dei camerieri, cuochi, cocchieri, autisti, baristi, pasticceri – Foto di Lorenzo Gigante

L’annacata è un incedere piuttosto caratteristico della processione che avviene facendo dondolare, come una culla, la naca appunto, il gruppo che si porta in spalla. Così oscillando a destra e a sinistra tende ad alleggerire un po’ il peso somigliando quasi a una danza funebre che accompagna le note della banda. Mentre un gruppo si annaca, il resto della processione avanza lentamente con tre passi avanti e due indietro. Al termine del percorso, al momento del rientro in chiesa l’annacata si veste di un significato struggente.

Trapani, processione dei Misteri, gruppo sacro “Lavanda dei Piedi”, ceto dei pescatori – Foto di Lorenzo Gigante

In questo momento finale della processione, la Piazza Purgatorio è gremita: tutti i gruppi entrano ad uno ad uno nella chiesa accompagnati dalle bande, con un coinvolgimento emotivo totale. C’è chi piange, chi applaude, chi prega; chi scatta fotografie o fa video. Ed è il momento dell’annacata più emozionante, quando entra in chiesa l’Addolorata; con un ultimo colpo di ciaccula si conclude la processione, il portone si chiude e, per l’intero anno, fino al successivo venerdì santo, i Misteri vengono custoditi nella chiesa del Purgatorio.

Dopo di che la piazza lentamente si svuota e la gente se ne va verso casa percorrendo le strade piene di cera. L’indomani sarà Pasqua e già l’UNIONE MAESTRANZE pensa all’organizzazione della processione dell’anno seguente.

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