Arte

Il Duomo di San Giorgio a Modica: capolavoro d’arte barocca siciliana e patrimonio dell’umanità

Il Duomo di San Giorgio è la chiesa madre della città barocca di Modica, inserito nella lista dei siti UNESCO patrimonio dell’umanità, considerato il monumento più rappresentativo dell’architettura barocca siciliana.

Duomo di San Giorgio a Modica – Foto di Davide Gentile

Il suo aspetto odierno è il risultato della ricostruzione seicentesca, avvenuta in seguito ai terremoti che colpirono il sud-est siciliano nel 1542, 1613 e 1693. La sua ricostruzione venne affidata al famoso architetto siracusano Rosario Gagliardi già autore del duomo di Ragusa.

L’interno è in stile romano a croce latina, con 22 colonne sormontate da capitello corinzio e cinque navate con cinque portali esterni corrispondenti e quattro ordini di colonne di pietra.

Nel duomo sono custodite numerose opere d’arte, come la serie di dipinti sulla vita di San Giorgio, realizzati da Girolamo Alibrandi nel 1513, l’Assunta del Paladini, la Natività, opera della seconda metà del 600 attribuita a Carlo Cane e la tela del martirio di Sant’Ippolito del Cicalesius.

Duomo di San Giorgio a Modica – Foto di Francesca Crotti

Di grande pregio la statua marmorea della Madonna della Neve di scuola gaginiana del 1511. Cattura lo sguardo il polittico dell’altare maggiore composto da ben dieci tavole opera del pittore Tardo Manierista modicano Bernardo Nigro. Tesoro della chiesa è la “meridiana pavimentale” del 1895, opera del matematico Armondo Perini. La chiesa è dedicata ai martiri Sant’Ippolito e San Giorgio, quest’ultimo patrono della città di Modica.

Un’elegante scalinata di ben 260 gradini, precede la slanciata facciata barocca della chiesa, creando un’ambientazione scenografica singolare. L’idea della scalinata, progettata tra il 1874 e 1875 dall’architetto Alessandro Ludica Cappellani era quella di collegare la parte bassa della città a quella in alto. Sopra il portone principale della chiesa è posta l’armatura del conte Ruggero D’Altavilla a ricordo della tradizione che vuole la chiesa fondata dal primo Gran Conte di Sicilia.

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