Archeologia

Grandiosa scoperta nelle acque intorno alle Egadi. Individuato il relitto di una nave romana. VIDEO

Il mare siciliano si conferma un vero e proprio scrigno ricco di tesori sommersi da ricercare con cura e portare alla luce. Il relitto di una nave romana, datato tra il IV e il V secolo d.C., è stato individuato alla profondità di 98 metri nelle acque intorno alle isole Egadi. La nave presenta un carico integro di anfore del tipo Almargo 51c di origine della penisola Iberica. Il ritrovamento è avvenuto grazie a una campagna di ricerca coordinata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana in collaborazione con la Rpm Nautical Foundation, organizzazione no-profit di ricerca archeologica e di istruzione che dal 2005 sostiene la ricerca archeologica marittima della Regione Siciliana e l’Università di Malta.

Le numerose rilevazioni, effettuate con l’ausilio di avanzati strumenti tecnologici hanno consentito di delineare in dettaglio il relitto con il suo carico di anfore la cui restituzione in 3D verrà realizzata nel 2022 dalla SopMare e l’Università di Malta, grazie al professor Timmy Gambin.

“Questa scoperta è l’ennesima dimostrazione di un lavoro incessante che prosegue sui nostri fondali – afferma l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – per scoprire nuovi siti archeologici sommersi e ricostruire le vicende dell’antichità. L’uso sempre più frequente delle nuove tecnologie nel campo della ricerca subacquea sta consegnandoci soddisfacenti risultati aprendo il Mediterraneo ad una lettura più ampia e dettagliata. La scoperta di un nuovo relitto ad alta profondità, dopo quello della nave romana individuata alcuni giorni fa a Isola delle Femmine, conferma l’importanza di intensificare le collaborazioni internazionali. La Sicilia, infatti, è un prezioso scrigno di tesori il cui valore è quello di arricchire di dettagli la narrazione sui movimenti nel Mediterraneo in un tempo in cui la Sicilia si trovava strategicamente al centro di relazioni internazionali, di commerci e scambi”.


“L’eccezionale scoperta – osserva la Soprintendente Valeria Li Vigni – è una conferma di quanto già sostenuto dalla Soprintendenza del Mare sin dai tempi di Sebastiano Tusa che aveva indicato nel mare delle Egadi una fonte inesauribile di microstorie che ci portano verso la conoscenza della Storia, non solo della Sicilia ma del Mediterraneo”. 

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