Società

La coppola, simbolo dell’identità siciliana, è diventata importante accessorio di moda

La coppola, considerata uno dei simboli della Sicilia, in realtà ha origini ben lontane. Addirittura se ne parla nel lontano medioevo. Più verosimile la provenienza anglosassone, quando, questo particolare “berretto piatto, ”flat cap, che si può considerare a tutti gli effetti un antenato della coppola, si diffuse, dalle classi borghesi, a tutti i cittadini inglesi allo scopo di proteggere il capo dal freddo. Originariamente era in tweed, un tessuto di lana scozzese, ed era considerato un accessorio distintivo, soprattutto in occasioni sportive come le battute di caccia.

Foto di Fabio Fiorani
Foto di Fabio Fiorani

Successivamente si diffuse anche in cotone per l’estate e si usò in maniera disinvolta per ogni occasione, sia per svago che per lavoro, rendendolo un copricapo universale. Con l’emigrazione, il flat cap approdò in America e fu indossato dai taxisti, dai venditori di giornali, dai fornai ecc. Fu subito simbolo di freschezza, di modernità, di condivisione. Fu abbattimento e distinguo dei ceti sociali. Simbolo di una adolescenza scanzonata e intraprendente.

Quando, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, diverse famiglie inglesi migrarono nel sud Italia, alla ricerca di occasioni e di buoni affari, il flat cap, si diffuse ovunque, prendendo, in Sardegna, il nome di berritta e, in Sicilia, quello di coppola.

La coppola è un berretto di panno, dotato di una piccola visiera e di una cupola. Oggi viene realizzata con tessuti diversi e in due principali modelli: coppola piatta, senza cuciture sulla sommità e con una visiera quasi nascosta, e coppola a spicchi con visiera più sporgente, con una cupola fatta “a triangoli” cuciti al centro e fissati con una specie di bottone. La cupola e la visiera sono spesso tenute insieme da un punto o da un bottoncino a pressione.

Coppole – Foto di Monica

Inizialmente in Sicilia, la coppola, fu simbolo di ricchezza e quindi spesso fu associata a “uomini d’onore“. In particolare i picciotti, ovvero ragazzi e giovani uomini affiliati ai clan la portavano al rovescio, di sghimbescio, a voler dimostrare la loro spavalderia e ribellione alle convenzioni. Ma fu subito adottata dai contadini per ripararsi dal sole e ben presto divenne un vero e proprio simbolo di appartenenza.

Stereotipato all’estero come copricapo mafioso, (ne è piena una certa filmografia dove siciliano e coppola sono un binomio che si coniuga con malaffare), oggi la coppola, grazie ai vari marchi di moda che l’hanno portata sulle passerelle, è riuscita a scrollarsi di dosso questa brutta fama, diventando un vero e proprio accessorio di moda, rivisitata con tessuti e fantasie varie, indossata con disinvoltura da uomini e donne che la sfoggiano per quello che rappresenta: un copricapo, un bellissimo accessorio di moda! Rimanendo sempre un simbolo, puro, dell’identità culturale siciliana.

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