Enogastronomia

Malvasia delle Eolie: nettare degli dei in un calice dorato, dalla grande tradizione storica

Una leggenda narra che Eolo, dio del vento, avesse scelto come dimora un gruppo di isolette vulcaniche poco distanti dalle coste siciliane che proprio a lui devono il nome di Eolie (Stromboli, Salina, Panarea, Vulcano, Filicudi, Alicudi e Lipari). Le Eolie rappresentano una tra le più ambite mete turistiche in terra sicula per gli straordinari paesaggi naturali, profumati dalla macchia mediterranea e colorati dagli affascinanti fenomeni vulcanici. Proprio in queste isole i Greci piantarono per la prima volta i vitigni di Malvasia, una pianta a bacche bianche con grappoli compatti e dalle foglie orbicolari e pentalobate.

Il vino che si ottiene da questo vitigno presenta un colore giallo dorato dal gusto intenso, dolce e aromatico. La combinazione tra clima, suolo e natura regalano al vino Malvasia, eccellenti qualità organolettiche, che rendono questo vino famoso in tutto il mondo. I vigneti sono sempre stati coltivati su caratteristici terrazzamenti costruiti utilizzando muretti di pietra lavica tipica del territorio. Le terrazze dei vigneti hanno un’importanza fondamentale per il rallentamento delle acque superficiali, sono quindi una grande difesa del suolo che tenderebbe a franare a causa di piogge o altri fenomeni atmosferici.

Il vino Malvasia delle Lipari risale ai tempi dell’antichità classica, molto simile al suo omologo moscato di Pantelleria, l’altro vino bianco “vulcanico” della Sicilia. Viene prodotto utilizzando soprattutto uve Malvasia più una piccola parte di uve Corinto nero. Si ottiene utilizzando uve fresche ed il suo “riposo” in bottiglia ha la durata di almeno un anno, prima che sia messo in commercio. Il vino Malvasia può essere prodotto come passito, dolce naturale, e liquoroso. La variante passito viene fatta con uve che vengono raccolte sovra mature e poi lasciate al sole dai dieci ai venti giorni, subendo un appassimento naturale.

La Malvasia in versione liquorosa è profumata di pesca e di albicocca e appare particolarmente morbida al palato. Va servita in piccoli calici, insieme a formaggi, pasticceria secca o dolcetti tipici come i sesamini, o con la cassata e i cannoli.

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