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“Viva Palermo e Santa Rosalia”. Il secolare Festino di luglio e l’Acchianata del 4 settembre

C’è una data, anzi due, che i palermitani portano scritta nel cuore: il 14-15 luglio e il 4 settembre. Sono i due momenti clou della festa di Santa Rosalia a Palermo, la “Santuzza” che dal 27 luglio 1624 è Patrona della città e che, secondo la tradizione, liberò Palermo dalla peste.

Santa Rosalia, la Santuzza patrona di Palermo

Rosalia, vissuta tra il 1130 e il 1166 e appartenuta, si racconta, alla nobile famiglia dei Sinibaldi, lasciò la corte di re Ruggero per ritirarsi come eremita in una grotta sul Monte Pellegrino, dove morì. Secoli dopo, durante l’epidemia di peste, la santa apparve in sogno a un cacciatore indicandogli il luogo dei suoi resti: le reliquie, portate in processione per la città, posero fine al contagio. Da qui nacque, nel 1625 per volontà del cardinale Giannettino Doria, il Festino.

Il Festino di Santa Rosalia del 14 e 15 luglio

Ogni anno, la notte tra il 14 e il 15 luglio, il Carro trionfale della Santuzza attraversa il centro storico tra folla, musica e devozione, fino ai fuochi d’artificio che accendono il cielo sul Foro Italico.

E naturalmente non manca la tavola: pasta con le sarde, sfincione, babbaluci, polpo bollito, calia e simenza, pannocchia bollita e fette d’anguria sono i sapori che accompagnano la festa, prima della solenne processione delle reliquie del 15 luglio, custodite in un’urna d’argento nella Cattedrale di Palermo.

Santa Rosalia
Santa Rosalia – Foto di Gandolfo Cannatella – Stock.adobe.com

L’Acchianata di Santa Rosalia del 4 settembre

Meno nota ai turisti, ma altrettanto sentita dai palermitani, è la festa del 4 settembre, il “dies natalis” di Rosalia, giorno che celebra la sua nascita alla vita eterna. Il momento più suggestivo è l’Acchianata: nella notte tra il 3 e il 4 settembre, migliaia di fedeli salgono a piedi l’antico sentiero di circa 4 chilometri che dal livello del mare porta al Santuario di Monte Pellegrino, a 429 metri di altezza, tra preghiere, canti e fiaccole.

Il pellegrinaggio, che affianca il percorso carrabile realizzato tra il 1674 e il 1725, culmina con la messa solenne celebrata nella grotta dove la santa visse da eremita, spesso presieduta dall’Arcivescovo di Palermo.

Due feste, un’unica devozione che si rinnova da quattro secoli: quella per la Santuzza che i palermitani invocano ancora oggi con il grido “Viva Palermo e Santa Rosalia!”.

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