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Oggi, 22 giugno, alle 18.30, all’Otium di Marsala, Fabrizio Fonte presenta “L’isola Furba”

Oggi, Mercoledì 22 giugno alle ore 18.30 presso all’Otium di Marsala, Fabrizio Fonte, giornalista e saggista, presenterà il suo ultimo saggio L’isola furba. Indicazioni e controindicazioni sulla Sicilia  (Solfanelli Edizioni, 2021). Conversa con l’autore Achille Sammartano.

Fabrizio Fonte

In passato tanti hanno provato a fotografare l’Isola, su tutti va ricordato Gesualdo Bufalino, che arrivò addirittura a coniare il neologismo di «isolitudine», che rappresenta in genere per i siciliani quel sentirsi «isole nell’Isola» e il nostro autore, già a partire dal titolo, prende spunto proprio dalle riflessioni del celebre maestro-scrittore di Comiso, che individua tra le sue «cento Sicilie» anche una sperta, cioè furba.

Fabrizio Fonte non è nuovo alla riflessione sulla Sicilia, ricordiamo in questa sede i suoi saggi: Dal separatismo all’autonomia regionale. Storia dell’idea indipendenti­sta siciliana nel XX secolo (Rubbettino Edizioni 2011), L’operazione Milazzo e la mafia. L’inchiesta Merra la prima operazione antimafia nella Sicilia autonoma (Solfanelli Edizioni, 2017) e Irredimi­bile Sicilia? L’Isola e il sogno infranto della sua autonomia speciale (Solfanelli Edizioni, 2018).

Sinossi. L’isola furba. Indicazioni e controindicazioni sulla Sicilia.

La Sicilia, a seguito della forte spinta migratoria (soprattutto giovanile ed intellettuale) e della pesante desertificazione imprenditoriale, è destinata nei prossimi anni all’oblio (come, del resto, gran parte del «Mezzogiorno d’Italia»), trovandosi, di fatto, sempre più vecchia, più povera e con una dotazione infrastrutturale che la pone fra le ultime regioni in Italia. La sua “celebre” «Autonomia», ormai da tempo ai margini del dibattito politico, rischia, dunque, di dover governare una vera e propria agonia sociale ed economica.

Il saggio, basato su di una diretta ed assai profonda conoscenza territoriale, individua nella presunta «furbizia» posta, tradizionalmente, in essere dai cosiddetti «centri decisionali del potere» (spesso, tra l’altro, conniventi con il malaffare mafioso) la causa prima di tutti i mali che affliggono l’Isola. Ragion per cui ai siciliani verrà oltremodo complicato superare, senza un’ormai ineludibile «rivoluzione culturale» che coinvolga, innanzitutto, le nuove generazioni, le enormi sfide che saranno chiamati ad affrontare, dai moderni assetti sociali, culturali, economici e demografici, nel prossimo futuro.

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