Storia

L’assedio di Erice del 277 a.C. ad opera di Pirro durante le guerre greco-puniche

di Sergio Pace

La città di Erice per la sua posizione strategica è stata spesso teatro di battaglie e assedi nell’antichità. Ancor prima degli eventi che comportarono l’inizio della prima guerra punica, Erice venne assediata nel 277 a.C da Pirro, re dell’Epiro nell’ambito delle guerre pirriche e delle guerre greco-puniche. Tre anni prima, desideroso di allargare il suo piccolo regno, Pirro sbarcò in Italia, grazie anche all’aiuto del re di Macedonia, Tolomeo Cerauno. Una mossa dettata anche (e soprattutto) dal fatto che l’oracolo di Delfi gli predisse un nuovo regno in Italia. Le due vittorie riportate contro i Romani ad Heraclea e ad Ascoli Satriano non furono un’autentica passeggiata. Pirro, nonostante i successi ottenuti, era consapevole del fatto che l’esercito romano rimaneva un nemico temibile. Nel frattempo, le città greche in Sicilia avevano chiesto il suo aiuto per respingere l’offensiva cartaginese sull’isola. Nel 278 a.C. Pirro giunse in Sicilia, accettando la richiesta di aiuto dei sicelioti. Con quasi 10.000 soldati entrò nel territorio siciliano, dirigendosi verso Agrigento. Durante la campagna il suo esercito si allargò, arrivando a contare circa 40.000 unità (fanti e cavalieri).

Con le nuove forze alleate, Pirro sottomise Selinunte, Halicyae, Segesta e altre città, non riportate da Diodoro Siculo. Una città, però, attirò l’attenzione di Pirro: Erice, la più munita fortezza filo-cartaginese. La sua posizione, posta su un monte, era profondamente importante a livello strategico. Organizzato l’esercito, Pirro diede inizio all’assedio di Erice, nonostante questa fosse ben armata e difesa. Eliminati i Cartaginesi che avevano organizzato la resistenza, Pirro mise sotto assedio la cittadina. Ne seguì una battaglia sanguinosa e cruenta. Alla fine la fortezza cadde e venne espugnata da Pirro. Per la vittoria ottenuta vennero organizzati giochi (gare) e sacrifici in onore di Eracle. Posto un presidio a difesa di Erice, Pirro proseguì la sua campagna militare dirigendosi a Iato ed in seguito a Panormo. Rimaneva solo Lilibeo, ultima roccaforte punica. L’assedio si rivelò infruttuoso e, dopo due mesi, Pirro, rifiutando anche offerte di pace cartaginesi, fu costretto al ritiro.

Fonti online: rumpiteste.wordpress, L’INUTILE EPOPEA DI PIRRO IN SICILIA ED IN ITALIA, (Pubblicato sulla Rivista Informatica “Graffiti on Line”, www.graffiti-on-line.com nel mese di gennaio 2016).

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